Keri Smith, This is not a book

Keri Smith è un artista concettuale, autrice di numerosi libri basati sul concetto di “opera aperta”, così come intesa da Umberto Eco e cioè di testi che permettono interpretazioni multiple o mediate dai lettori.

I suoi non sono libri da leggere, sono libri da vivere e sperimentare in prima persona, in cui ogni lettore – grande o piccolo che sia – si trova ad essere l’unico e solo protagonista.
Ma da dove inizia il suo percorso creativo? Partiamo con dire che Keri Smith, da piccola, non è mai stata un’alunna modello: metà dell’anno scolastico lo passava a casa, adducendo una serie di assurde motivazioni per non andare a scuola.
Proprio questo suo stare a casa l’ha portata ad aumentare esponenzialmente la sua creatività. Ogni oggetto poteva trasformarsi in qualcos’altro: i cartoni delle uova diventavano draghi, pezzi di plastilina labirinti infiniti o case piene di stanze segrete e minuscoli mobili, borse piene di scarti di lana e stoffa cuciti assieme in una varietà di forme e personaggi. Ogni giorno si portava dietro un infinito potenziale creativo.

Passano gli anni e i dubbi sul sistema scolastico americano iniziano ad insediarsi in lei come un tarlo:

e se tutto quello che ci insegnano a scuola fosse sbagliato? Se avessi il potere di rendere reale tuttò ciò che è solo nella mia immaginazione? Se il mondo fosse magico e io fossi capace di vedere cose che gli altri non riescono per una ragione?

Nella speranza di dipanare queste domande, si iscrive ad una scuola d’arte e trasforma la sua vita in un progetto di ricerca: inizia a fare disegni del mondo che la circonda, come un esploratore in una terra sconosciuta, e piano piano si rende conto che la sua prospettiva sulla realtà è unica, diversa da quella degli altri; ma la cosa meravigliosa è l’accorgersi che, al mondo, ci sono altre persone come lei: dei ribelli che si oppongono al sistema. E così nascono i primi libri per accogliere adepti: Wreck this journal, The guerrilla art kit, How to be an explorer of the word e così via.

I libri ricalcano il mio processo creativo. Partono dalla de-costruzione e riassemblagio della vita quotidiana, Rompere cose, strapparle, modellarle in qualcosa di nuovo. Cerco di vedere come potersi liberare dalle convenzioni e come ci si sente bene a sfiorare i limite della propria immaginazione. Voglio immergermi completamente in un esperimeto che mi apra le porte dell’ignoto.
Una cosa ho imparato per ora dalla mia vita: che la creatività dà a ciascuno la possibilità di dominare il proprio mondo. E questo è ciò che intendo condividere con gli altri.

I suoi libri sono delle e vere palestre creative e le attività proposte sono semplici, ma assolutamente geniali. Tutti possono sperimentarli nella quotidianità, utilizzando semplicemente quello che li circonda e fare del mondo la propria opera d’arte.


Qui puoi leggere il suo breve, ma stupendo, saggio riguardo al suo processo crativo
Qui il link diretto a tutti i suoi libri
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