Dinner with Jackson Pollock

Jackson Pollock, l’artista, non ha bisogno di nessuna introduzione. Meno noto è sicuramente il Jackson Pollock giardiniere, contadino, cuoco ed organizzatore di cene. Ad approfondire questo lato nascosto della sua vita ci ha pensato Robyn Lea con il suo “Dinner with Jackson Pollock”, un libro che ci porta alla scoperta del mondo intimo e familiare del padre dell’action painting.

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Tutto ha inizio con un progetto che Robyn Lea sta portando avanti da un po’ di tempo: fotografare la casa di Pollock e della moglie Lee di Spring a Long Island. La somma necessaria per pagare l’anticipo di questa casa in legno (con annesso finile, trasformato poi dall’artista nel suo laboratorio) era stata loro prestata da Peggy Guggenheim ed è qui che Pollock ha modo di perfezionare la sua celebre tecnica di pittura spontanea con cui faceva colare il colore direttamente sulla tela.
Mentre Robyn Lea si aggira per la casa, immortalando i più minimi dettagli (dai barattoli di vernice, ai dettagli della tavolozza, ai gessetti, alle tele, ai pennelli consunti e i tubetti di tempera) saltano fuori loro: le ricette scritte a mano dall’artista in persona. Inizialmente sono solo una decina, poi se ne scoprono a dozzine. E da questa scoperta, il progetto fotografico di Lea prende una nuova piega.

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Le ricette che spuntano fuori dai casseti e dai libri, non sono solo quelle dell’artista, ma anche quelle dei suoi famigliari e degli amici. Ovvia conseguenza di questa scoperta sta nel ricucinare le ricette trovate, fotografarle e farne un libro che sveli l’altro lato dell’artista; non quello irruento e scontroso, ma quello casalingo e pacato, che vede Pollock cucinare con gioia pancakes per i suoi amici o una torta di mele per l’annuale competizione di Spring, poi vinta.

Sfogliando questo libro si capisce che, nell’universo di Pollock, la cucina si rivela essere un altro modo per fare arte o per promuovere la sua; le numerose cene fatte con amici artisti e futuri galleristi altro non sono se non la scusa per farli avvicinare al suo mondo artistico in modo più intimo e informale (non è un caso che il sodalizio con Peggy Guggehneim inizi attorno al tavolo della sala dell’artista).
Allo stesso modo l’ideazione di ciascun piatto tiene conto non solo della scelta dei migliori ingredienti (coltivati da lui stesso) ma anche della loro forma, dimensione e colore per fare anche del piatto un’opera d’arte.

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Graficamente pensato come un vero e proprio libro di cucina, Dinner with Jackson Pollock è in realtà molto di più: un viaggio culinario e artistico nella quotidianità dell’artista. Ogni ricetta è accompagnata da una breve descrizione che ne spiega la nascita o la speciale occasione per la quale è stata cucinata. Tra un primo e un secondo, inoltre, spuntano riproduzioni di alcuni dei lavori di Pollock, oltre che inedite foto di famiglia. Tutto ciò è arricchito dalle spettacolari foto di Robyn Lea che fissano i dettagli degli oggetti giornalmente usati da Pollock, i paesaggi che poteva vedere dalla sua finestra, gli angoli della sua casa e i suoi utensili da cucina, lasciando intravedere il reale vissuto di uno dei più grandi e rivoluzionari artisti del Novecento

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Robyn Lea
DINNER WITH JACKSON POLLOCK
Ed. Assouline, 2015
pag. 175
cartaceo 47,16

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