Ozmo, Zibe, Microbo, Autoricambi via Pergola

Collocato a nord del centro cittadino, il quartiere Isola di Milano deve il suo nome all’essere fisicamente separato dal resto della città dalla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. Quartiere popolare, sorto a cavallo fra il XIX e il XX secolo, l’Isola è sempre stato orgogliosamente ai margini della vita culturale e sociale del capoluogo meneghino, emerginazione che però, da un po’ di anni, sta lentamente scemando grazie alle numerose iniziative pensate e promosse per la sua rinascita.

 photo © Miriam Sironi Autoricambi via Pergola (foto di Miriam Sironi)

Da sempre caratterizzata dalla presenza di una forte componente operaia, favorita dalla presenza al suo interno di diverse fabbriche e dalla vicinanza di grossi stabilimenti industriali, come quello della Pirelli, oggi l’Isola è forse uno dei quartieri artisticamente più fervidi di Milano.
Divenuto ormai per antonomasia punto di ritrovo radical chic, il quartiere sta vivendo una grande trasformazione dal punto di vista sociale, culturale e urbanistico (basti citare tra tutti l’attiguo progetto di Porta Nuova), non senza una certa ritrosia da parte dei suoi abitanti che temono la radicale snaturalizzazione della zona.

Forse per la sua condizione periferica e di emarginazione il quartiere Isola è oggi uno dei luoghi preferiti dagli street artist milanesi, che periodicamente donano alla città opere la cui conservazione e durata dipende dal buonsenso (spesso troppo scarso) dei cittadini, oltre che delle autorità.
Tra i numerosi esempi presenti in questa zona sicuramente degno di nota è l’autoricambi di via Pergola che dal 2006 accoglie interventi dei più noti writers milanesi.

IMG_7596-001 intervento di Gigi, dettaglio (Foto di Valeria Corbetta)

veduta d'insieme della parete laterale - photo © Valeria Corbetta veduta d’insieme della parete laterale (foto Valeria Corbetta)

da dx El gato Chimney, Micorbo e - photo © Miriam Sironi da dx El gato Chimney, Micorbo e Santi (foto di Miriam Sironi)

Può capitare (e anzi è pratica piuttosto diffusa) che muri disegnati da un artista vengono col tempo occupati e ridipinti da un altro, in una sorta di ulteriore affermazione della propria identità. La cosa anomala nel caso dell’edificio di via Pergola è che i numerosi interventi che si sono succeduti – in momenti diversi – dal 2006 non hanno nascosto o distrutto quelli precedenti, ma si sono sommati gli uni agli altri andando a creare un vero e proprio campionario di stili e tecniche differenti che, tuttavia, nel loro insieme riescono a creare una perfetta armonia.
Questo è particolarmente evidente nella parete laterale in cui gli organismi naturali di Microbo si sposano sapientemente con le astratte composizioni geometriche di 2501, con i balconi di Santi, con le figure metafisiche di El gato chimney e il mostriciattolo di Gigi che addenta la finestra.
Più organizzata risulta invece la facciata, la cui tripartizione viene rispettata ospitando a sinistra i fluttuanti personaggi di Ryan che ritraggono volti e palazzi del quartiere, al centro l’inconfondibile faccione sorridente di Arnold, l’antropomorfa firma di Zibe e a destra la Madonna di Guadalupe realizzata da Ozmo che ha aggirato l’ostacolo strutturale dell’angolo usando l’accorgimento ottico dell’anamorfosi.

Intervento di Ryan, dettaglio - photo © Miriam Sironi Intervento di Ryan, dettaglio (Foto di Miriam Sironi)

inervento di Ozmo, dettagio - photo © Valeria Corbetta inervento di Ozmo, dettagio (Foto di Valeria Corbetta)


Artisti vari
Autoricambi, dal 2006
via pergola
Milano

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