INTERNI – House in Motion

#Top5 alla Statale by yog

Come ogni anno i cortili dell’Università Statale di Milano in aprile si animano a partire dell’attesa conferenza stampa nell’Aula Magna che segna l’inizio della Design Week, “House in Motion” è il tema della mostra evento di Interni, che con l’occasione festeggia 20 anni!

 INTERNI – House in Motion, Foto Valeria Corbetta

Le  parole chiavi del progetto 2018 sono: casa, mobilità, design, architettura, struttura, bellezza, interazione, archetipo, flessibilità, cambiamento, punto di vista, ri-costruzione, ri-nascita, prospettiva, condivisione, ri-baltamento, tridimensionalità, semplicità, natura, città, territorio, domotica, energia, sostenibilità, proporzione, simmetria, geometria, tradizione, modernità. Idee declinate in modalità diverse, ma accomunate da un unico filo conduttore: l’abitare e la mobilità. Due concetti apparentemente contrapposti ma unite dalle dinamiche del vivere contemporaneo.

Vi consigliamo di fare un salto al tramonto, quando i giochi di luce delle installazioni hanno inizio.

  INTERNI – House in Motion, Foto Valeria Corbetta

Per la nostra #Top5 alla Statale by yog vi segnaliamo il progetto di Studio Azzurro “Milano. Le origini del futuro” realizzazione Urban Up | Unipol Projects Cities, con un lavoro che ci ha molto colpito: una videoinstallazione interattiva lunga 14 metri composta da 12 monitor di cui 4 touch-screen sui quali scorre un immaginario skyline della città di Milano dal 1925 al 2025.

Una linea temporale in cui passato, presente e futuro si fondono congiungendosi in un ‘panorama’ unico. Trentadue silhouette di altrettante architetture costituiscono le pietre miliari di questo viaggio nel tempo.

Studio Azzurro, Foto Valeria Corbetta

Immagini d’epoca, rendering, disegni di progetto, raccontano l’evoluzione di una città che da sempre sa cogliere le spinte del cambiamento. Dai grattacieli di Piazza Piemonte del 1925 passando per il Grattacielo Pirelli e Palazzo Lombardia fino ai recenti progetti di riqualificazione in corso promossi dal Gruppo Unipol attraverso il marchio Urban Up: Torre Velasca, Torre GalFa, De Castillia 23, Ca’ Litta, De Cristoforis 6 e il nuovo Centro direzionale del Gruppo Unipol firmato Mario Cucinella. Sono visibili 17 video di approfondimento sincronizzati attraverso 12 digital player. Le immagini scorrono in loop sui monitor, ma, quando attraversano gli schermi touch, diventano pulsanti a indicare che il focus video è attivo e visualizzabile dal pubblico.

Continuando lungo il cortile d’Onore si incontra la casa archetipica di Frame Emotions di Alexander Bellman con Gruppo C14, per Samsung. L’installazione invita a una riflessione profonda, contrapponendo in modo provocatorio due rappresentazioni antitetiche della casa: quella tradizionale e quella contemporanea, che convivono e interagiscono nel dualismo tra la struttura aperta e il volume pieno.

Frame Emotions, Foto Valeria Corbetta

Frame Emotions, Foto Valeria Corbetta

Oggi lo spazio abitato non si misura più solo in metri, a questi si sommano i pixel di stanze virtuali che ad altissima velocità prendono forma sui nostri dispositivi portatili.  All’interno una serie di schermi a nastro proiettano contenuti in super slow motion reinterpretati da Alexander Bellman con il video artista Endrit Muhametaj. Il concept vuole riflettere il passaggio dal tridimensionale al digitale e si interroga sul concetto di mobilità nella sua accezione temporale, attraverso una visione ironica della frenesia del mondo contemporaneo.

A seguire consigliamo di visitare i 12 coloratissimi container di My Dream Home un’interessantissima l’installazione, dagli echi Haitiani, ideata dall’architetto Piero Lissoni/Lissoni Associati in collaborazione con Dmeco Engineering. Assemblata, come in una sorta di scultura verticale che vuole richiamare il concetto astratto di abitazione.

My Dream Home, Foto Valeria Corbetta

Uno dei tre container alla base ospita la proposta di un’unità abitativa ecosostenibile, economica e versatile studiata per le esigenze di una famiglia dell’isola.

Il secondo accoglie la mostra fotografica: gli scatti realizzati dai fotografi Elisabetta Illy e Stefano Guindani durante un viaggio in Haiti nel 2017, allestita con l’intento di sostenere la ricostruzione di case a Cité Soleil, la più grande bidonville dell’isola. Il ricavato delle immagini esposte, disponibili al pubblico, sarà infatti devoluto alla causa, tramite la Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus.

Il terzo container aperto ai visitatori rappresenta il cuore del progetto: l’esposizione di disegni realizzati dai bambini haitiani, ai quali è stato chiesto di immaginare la casa dei sogni, accompagnati da testi di architetti illustri.

My Dream Home, Foto Valeria Corbetta

My Dream Home, Foto Valeria Corbetta

FutureSpace di Peter Pichler esplora la potenzialità materica del legno: la struttura trae ispirazione dalle proporzioni del cortile della Ca’ Granda e gioca con simmetria, proporzione, geometria.

FutureSpace, Foto Valeria Corbetta

L’installazione si compone di tre ali distinte, che cambiano progressivamente altezza grazie al gioco degli elementi lignei orizzontali: puntando su diverse lunghezze, i ‘listelli’ si sovrappongono e ruotano sino a disegnare una sorta di piramide.
I visitatori sono invitati a entrare ed esplorare lo spazio che ricorda una grotta. Dalla texture della struttura filtra la luce che crea un meraviglioso gioco di chiaroscuri. Tre le aperture: la prima regola l’accesso dei visitatori, mentre le altre due diventano aperture con vista sul cortile e sulle altre installazioni.

HousEmotion infine è il progetto degli architetti turchi Tabanlioglu Architects, che intende dare una risposta alla
domanda “Da dove veniamo?” mediante la figura di una casa astratta con pareti immaginarie.

HousEmotion, foto Valeria Corbetta

Un cubo di 5 metri, una piattaforma delimitata da esili bacchette metalliche, distanziate le une dalle altre su tutti i lati, giocando con gli effetti di profondità, illusione ottica, senso di confine, mostra come nessuno resti fisicamente nel luogo d’origine e accetti invece un luogo diverso come “casa”, proiettandosi gradualmente verso l’ambiente esterno. Perché, nonostante le diverse percezioni di che cosa sia una casa, citando lo psicoanalista D.W. Winnicott, “la casa è il luogo da cui partiamo”.

 Gli interni della Statale, Foto Valeria Corbetta

 Installazione IKEA, Foto Valeria Corbetta

Il cortile d’onore, Foto Valeria Corbetta


SCADE il 28 aprile 2018
House in Motion
via Festa del Perdono 7
www.internimagazine.it

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