IN PIENA LUCE. Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani

Mostra cura di Micol Forti e Alessandra Mauro

Fino a domenica 1 luglio 2018

Sono gli ultimi giorni della mostra a Palazzo RealeIn piena luce. Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani.” Grandi autori di spicco della fotografia contemporanea quali Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr e Massimo Siragusa, hanno interpretato i Musei Vaticani: gli spazi più noti ma anche quelli inaccessibili, le opere esposte e il pubblico che ogni giorno ne vive gli ambienti.  L’esposizione nasce dall’ambizioso progetto di costituire il primo fondo fotografico della Collezione di Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

Martin Parr, Vatican Museums, 2015. Visitatori fotografano il biglietto d’ingresso nella Stanza della Segnatura di Raffaello. Musei Vaticani, Collezione d’Arte Contemporanea.

Per dare vita a un nucleo iniziale della nuova collezione, si è scelto di rivolgersi ad autori con approcci anche molto diversi tra loro per prospettive di ricerca, formazione e provenienza che potessero fornire sia un coro di voci eterogenee ma anche un’occasione di riflessione e di sperimentazione: trasformare un luogo storico, sociale, multiculturale, “rituale”, ovvero pienamente simbolico, come i Musei Vaticani, nell’oggetto-soggetto del proprio lavoro.

Ognuno di essi ha operato in momenti distinti, concentrandosi su aspetti diversi dello spazio espositivo, sia dal punto di vista architettonico degli spazi esterni e interni, che culturale e sociale; il flusso dei visitatori che animano quotidianamente le sale, le opere esposte e di quelle conservate nei depositi che dialogano e convivono e arricchiscono il presente.

Gli autori e i nove progetti in mostra

Bill Armstrong è stato l’unico a concentrarsi sulla Cappella Sistina, sui volti delle figure realizzate negli affreschi del Quattrocento – Presences – e sulle figure che animano la Volta e il Giudizio di Michelangelo – Gestures, dando origine a due serie. La ricerca si concentra sul “fuori fuoco”, le figure che diventano vere e proprie ombre poco prima di dissolversi, vengono isolate e poste su fondi colorati e affiancate in una griglia di 9 rettangoli per ciascun lavoro.

Nell’opera Vatican, 2015, Peter Bialobrzeski, si sofferma sulla configurazione architettonica del complesso museale. Ne emerge un grandioso “palinsesto” di epoche, vedute a volo d’uccello, svelate da dalle luci dell’alba o crepuscolari.

Antonio Biasucci ha lavorato nei depositi: luogo privato e quasi “segreto” di ogni realtà museale. Il Magazzino delle Corazze, 2015, racconta un grande ambiente circolare di grande fascino, dove dal Settecento sono custoditi materiali classici: statuette teste, frammenti.

Alain Fleischer, con L’Eternel et l’Infini, 2015, presenta 11 fotografie panoramiche in grande formato (1 metro per 3 di larghezza) che sono come delle lunghe tele narrative che accolgono e contengono la stratificazione storica e le intrinseche contraddizioni di questo museo plurale.

Francesco Jodice lavora e si interroga dal 2011 sul ruolo del visitatore, portando avanti il tema Spectaculum Spectatoris, tentativo di costruzione di una sorta di un atlante contemporaneo del “viandante museale”.

Mimmo Jodice ha scelto di focalizzarsi sulla classicità, con la collezione di teste marmoree della Galleria Chiaramonti, dando vita al lavoro I volti della memoria, donne, uomini e fanciulli, che ci guardano e sono testimoni della capacità dei musei di riattivare lo sguardo verso il passato-presente, di essere davvero luoghi di incontro.

La giapponese Rinko Kawauchi con la sua 6×6 alla mano, ha scelto come soggetti gli intervalli spaziali e temporali, gli angoli vuoti, i punti di transito come una scala elicoidale che sale, le crepe sui muri, il dietro le opere, le tracce che i visitatori lasciano. Echo rappresenta una serie di tappe di un itinerario anomalo, visionario e surreale che spoglia la realtà dalle scorie dell’abitudine, per sublimare i soggetti e restituire un’estetica pura e atemporale che costruisce storie visive inedite, vere e proprie sorgenti di suggestioni e di contemplazione.

Per il progetto Vatican Museums, Martin Parr ha lavorato scattando tra la folla, senza preoccuparsi di essere riconosciuto quale elemento estraneo e focalizzandosi invece sugli aspetti più veri e paradossali della società che lo interessa e lo affascina.

Massimo Siracusa, con l’opera Spazio e Materia, 2015, ha creato una serie di immagini che descrivono un gruppo di sale e ambienti di snodo dei Musei Vaticani, nell’area che ospita le raccolte di antichità classica. Il suo disorientante lavoro sulla luce restituisce spazi dall’atmosfera magica, che raccordano tra loro le opere e i secoli, svelate attraverso inquadrature solo apparentemente stabili.

 


IN PIENA LUCE.
Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani
dal 24 maggio al 1° luglio 2018
Piazza del Duomo, 12, Milano
ORARI
lunedì 14:30 – 19:30
martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09:30 – 19:30
giovedì e sabato 09:30 – 22:30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
www.palazzorealemilano.it