Nouveau Réalisme a Milano

In Italia, o meglio a Milano il Nouveau Réalisme è innanzitutto l’amicizia tra Guido Le Noci e Pierre Restany. Guido Le Noci, personaggio atipico nel paesaggio milanese, è un mercante dalle scelte e dal comportamento irrazionale che intende difendere l’arte europea di fronte alle posizioni di protagonismo americane.
Ama la Francia e il nome della sua galleria, Galleria Apollinaire, lo testimonia. Si reca a Parigi due volte ed è proprio in occasione di una di queste visite che incontra Pierre Restany nel 1953 al caffè Le Royal a Saint Germain: Pierre Restany ha 23 anni e Guido Le Noci invece 49. La prima esperienza significativa nata da questa intesa è l’esposizione dei monocromi di Yves Klein all’inizio del 1957, sodalizio che prosegue poi con la pubblicazione del fascicolo intitolato Il Nouveau Réalisme. Il 16 aprile 1960, alla Galleria Apollinaire, Pierre Restany lo adotterà come manifesto del movimento. Si tratta di un altro momento decisivo nella storia dell’arte recente, poiché il Manifesto anticipa la creazione del gruppo avvenuta il 27 ottobre 1960 presso il domicilio di Yves Klein a Parigi e Restany è proclamato teorico del gruppo.

Manifesto del Nouveau Réalisme. MAMAC Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain de Nice.

È nella logica di questi precedenti che nasce la festa per il decimo anniversario del Nouveau Réalisme celebrata a Milano, avvenimento che era stato preceduto dalla celebrazione parigina da Mathias Fels, il 27 ottobre 1970 e che annunciava l’apoteosi di Milano organizzata da Guido Le Noci e Pierre Restany: festeggiamenti, esposizioni, spettacoli nelle giornate del 27, 28 e 29 novembre. La manifestazione fu inaugurata venerdì 27 novembre da una conferenza stampa alle ore 11.00, cui seguì l’apertura della storica esposizione alla Rotonda della Besana, con l’accensione della scultura di fuoco di Yves Klein e una distribuzione di mini accumulazioni di Arman; il programma prevedeva che Christo impacchettasse il monumento a Vittorio Emanuele II in piazza del Duomo che tuttavia, in seguito alla manifestazione di protesta da parte di ex combattenti, fu sostituito dall’impacchettamento del monumento a Leonardo da Vinci, in piazza della Scala. Nella giornata di sabato ebbero luogo altre performance, tra cui l’autodistruzione della Vittoria di Tinguely – monumento fallico dorato che scomparve tra petardi e scintille – mentre François Dufrêne, raggelando un pubblico sbalordito, declamava il suo Recitativo all’italiana, parodia di un discorso fascista alla maniera di Mussolini. L’indomani, Niki de Saint Phalle eseguiva “tiri di pittura” in Galleria Vittorio Emanuele, e Mimmo Rotella lacerava i manifesti su un muro di piazza Formentini. Il tutto si concluse con un grande banchetto: L’ultima Cena celebrazione funebre del Nouveau Réalisme di Daniel Spoerri al ristorante Biffi.

La manifestazione era volta a iniziare il grande pubblico alle forme d’arte più recenti, e a trasmettere il messaggio di queste nuove tendenze artistiche a una popolazione totalmente all’oscuro dei movimenti dell’arte in corso. Fu un enorme successo del quale, come testimoniano gli articoli del “Corriere della Sera” e di altri quotidiani, si fece portavoce una stampa entusiasta. Ad esempio Dino Buzzati sul Corriere del 28 novembre 1970 scriveva: “Mai visto tanta gente rispondere all’appello dell’arte – otto-diecimila persone circa – come ieri sera alla Rotonda della Besana, dove […] è stata organizzata l’esposizione per celebrare il Nouveau Réalisme che dieci anni fa, a Milano, pubblicò il suo primo manifesto”.

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