Iena Cruz, Anthropoceano

Antrhopoceano è il nuovo wall che Federico Massa, Iena Cruz in arte, regala a Milano. Lo trovate in via Viotti, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Lambrate, ed ha la particolarità di essere realizzato totalmente in Arlite: la pittura mangia smog.

Iena Cruz, Anthropoceano, foto di Alessia Ballabio

Salgono a quota due, quindi, i wall realizzati con questa innovatica pittura: nel 2016, infatti, Fabrizio Modesti aveva già creato un wall in Arlite, sempre nel quartiere di Lambrate.
L’effetto depurativo dell’Arlite si attiva aggiungendo acqua arricchita con biossido di titano alla vernice in polvere; a contatto con la luce (sia naturale che artificiale) la pittura riesce ad eliminare l’88% degli agenti inquinanti presenti nell’aria. Per capire quanto questa pittura riesca a contrastare l’impatto ambientale, basti pensare che dipingere una superficie di 100 m2 con Airlite riduce l’inquinamento dell’aria al pari di un’area di 100 m2 coperta da alberi ad alto fusto: lo stesso effetto di un bosco.

Iena Cruz, Anthropocene – dettaglio, foto di Alessia Ballabio

La realizzazione di Anthropoceano si inserisce nel progetto No Plastic More Fun ideato e portato avanti da Worldrise, con il sostegno della Ocean Family Foundation e la collaborazione di North Sails e si pone come obiettivo il sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento della plastica in mare:

“Partendo dal concetto di Anthropocene ho ideato un’opera il cui obiettivo principale è far riflettere sulle cicatrici lasciate dall’uomo sui fondali e la superficie dell’Oceano, segni spesso indelebili di una catastrofe ambientale che ci coinvolge tutti”

Iena Cruz, Anthropocene – dettaglio, foto di Alessia Ballabio

Iena Cruz, Anthropocene – dettaglio, foto di Alessia Ballabio

Iena Cruz, Anthropocene – dettaglio, foto di Alessia Ballabio

Iena Cruz, Anthropocene – dettaglio, foto di Alessia BallabioIl termine Antropocene sta ad indicare l’attuale epoca geologica, nella quale all’essere umano sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche, frutto dello sfruttamento incondizionato di risore sulla Terra.
Il wall di Iena Cruz rappresenta una piattaforma petrolifera, la cui ciminiera ricalca il profilo di un contenitore di plastica che intrappola l’ecosistema marino. L’opera ricalca così il percorso che la plastica compie: dalla sua origine, il petrolio, fino all’impatto ambientale che troppo spesso ne deriva. Allo stesso tempo, raffigurando alcune delle creature marine più affascinanti e minacciate, l’opera porta a riflettere su altre problematiche legate allo sfruttamento delle risorse naturali quali la sovrappesca e la caccia brutale di cui sono vittime squali e balene.
Mariasole Bianco, presidentessa di Worldrise afferma:

“Abbiamo voluto portare tra le strade di Milano, attraverso la street art, la bellezza e la fragilità del mare. È un modo innovativo di sensibilizzare il contesto urbano su temi che non possono essere più ignorati. È dalle nostre città e dalle nostre azioni quotidiane, infatti, che può e deve nascere il cambiamento per il futuro di cui il nostro pianeta ha bisogno e quest’opera vuole ricordarcelo”.

Iena Cruz, Anthropocene – dettaglio, foto di Alessia Ballabio


IENA CRUZ
Antrhopoceano, 2019
Via Viotti
Milano

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