Ibrahim Mahama, A Friend

Abrahim Mahama, in occasione dell’Art Week Milanese, è stato chiamato dalla Fondazine Nicola Trussardi a trasformare i due caselli daziari di Porta Venezia in un’immensa installazione a cielo aperto. Il progetto, curato da Massimiliano Gioni, sarà visitabile dal 2 al 14 aprile.

Quello che Abrahim Mahama vuole innescare con la sua installazione A Friend è far riflettere il suo pubblico sul concetto di soglia, un luogo di passaggio che definisce nettamente ciò che è dentro da ciò che è fuori. Non è un caso, quindi, che il luogo scelto per ospitarla sia caduto sul crocievia di Porta Venezia, da secoli la porta d’Oriente di Milano e confine tra ciò che era considerato città e ciò che era considerato il mondo esterno.

Ibrahim Mahama, A friend

Attraverso le sue opere Ibrahim Mahama indaga alcuni dei temi più importanti della contemporaneità: la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone attraverso i confini e le nazioni. In A Friend, i due caselli neoclassici di Porta Venezia sono stati completamente avvolti con sacchi di juta in modo da permetterci di gurdarli non più come semplici monumenti, ma alla luce della loro origine storica ed economica: un luogo di transito e di scambio commerciale.
I sacchi di juta sono elementi fondamentali della ricerca dell’artista: simbolo dei mercati del Ghana, sono fabbricati in Asia e importati in Africa per il trasporto su scala internazionale di merci alimentari e di vario genere.

“Il sacco di juta racconta delle mani che l’hanno sollevato, come dei prodotti che ha portato con sé, tra porti, magazzini, mercati e città. Le condizioni delle persone vi restano imprigionate. E lo stesso accade ai luoghi che attraversa”.

Così Mahama spiega la scelta di usare questo materiale come elemento fondante del suo lavoro in quanto, allo stesso tempo, racchiudono allo stesso tempo un significato più nascosto che riguarda la forza lavoro che si cela dietro la circolazione internazionale delle merci.
Per assemblare i sacchi, spesso Mahama collabora con decine di migranti provenienti da zone urbane e rurali in cerca di lavoro, senza documenti né diritti, vittime di un’esistenza nomade e incerta che ricorda le condizioni subite dagli oggetti utilizzati nelle sue opere.
Strappati, rattoppati e marcati con vari segni e coordinate, i sacchi con le loro drammatiche ricuciture raffazzonate diventano garze che tamponano le ferite della storia, simbolo di conflitti e drammi che da secoli si consumano all’ombra dell’economia globale.

Ibrahim Mahama, A friend – dettaglio (photo courtesy Furlan/LaPresse)

Ibrahim Mahama, A friend – dettaglio (photo courtesy Furlan/LaPresse)

Ibrahim Mahama, A friend – dettaglio

Ibrahim Mahama

Nato nel 1987 a Temale (Ghana), Ibrahim Mahama, vive e lavora tra Accra, Temale e Kumasi(Ghana).
Dopo la laurea in Pittura e Scultura alla Kuame Nkrumah University of Science and Technology (Kumasi, Ghana), Mahama espone il suo lavoro in alcune delle più importanti rassegne d’arte contemporanea internazionali, tra cui la 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2015) e Documenta 14 (2017). È stato scelto tra gli artisti che rappresenteranno il Ghana
alla prossima Biennale di Venezia (2019).
Le sue mostre personali includono: Kunst & Kohle: Coal Market, Schloss Strünkede, Emschertal-Muesum Herne, Stadtische Galerie, Germania (2018); In Dependence, Apalazzogallery, Brescia (2018); On Monumental Silences, Extra City Kunsthal, Antwerp (2018); Non-Orientable Nkansa, Miami Design District, Miami (2017); Inside the White Cube, White Cube Bermondsey, Londra (2017); Fracture, Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv (2016); Food Distribution Corporation, Artist’s Rooms at K21 Ständehaus, Düsseldorf (2016); Civil Occupation, Ellis King, Dublino (2014); K.u.n.s.t Library, Kumasi, Ghana (2014); Adum, Stazione Ferroviaria, Kumasi, Ghana (2013); Jute, What is Art?, K.U.N.S.T Museum, Kumasi, Ghana (2013).
Le sue opere sono state inoltre incluse in numerose mostre collettive, in importanti istituzioni, gallerie e fiere internazionali.


SCADE IL 14 APR 19
Ibrahim Mahama, A Friend
Fondazione Nicola Trussardi
Piazza Guglielmo Oberdan

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