Gabriela Butti, La seconda luna

L’occasione per raccontare la mostra personale di Gabriela Butti intitolata La seconda luna ci è data dal Festival della Luce di Como che proprio in questi giorni ospita nella città di Alessandro Volta e dintorni, una serie di eventi legati al tema della luce e della scienza.

La seconda luna è un’esperienza artistica luminosa, tra gli ambienti di Villa Imbonati. La dimora settecentesca accoglie Gabriela Butti, giovane artista comasca (che seguiamo con interesse da anni e della quale via vevamo già parlato qui) che nei suoi manufatti trasforma la luce in un elemento rivelatore. I lavori esposti parlano dunque di luce, di luna, di una seconda luna, così come alla medesima è dedicato il programma della serata nella quale si esibirà anche il quintetto di fiati Briar Rose, tutto al femminile che arrangerà per l’occasione la celeberrima Clair de lune di Debussy, performance atta ad impreziosire l’inaugurazione di sabato 11 maggio, dalle ore 20:30. L’evento è inoltre organizzato in collaborazione con Comune di San Fermo, Commissione attività culturali.

Gabriela Butti, Cominciano a cantare gli insetti della notte, fra poco giungeranno quelli del giorno, 100x70 cm, tecnica mista retroilluminata, 2017Gabriela Butti, Cominciano a cantare gli insetti della notte, fra poco giungeranno quelli del giorno, 100×70 cm, tecnica mista retroilluminata, 2017

Gabriela Butti, La Mandragola, 60x50 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018Gabriela Butti, La Mandragola, 60×50 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018

“La Luna non è l’unico satellite naturale del pianeta Terra, esiste una seconda luna, scoperta nel 1986: Cruithne. Un piccolo corpo celeste che disegna attorno al nostro pianeta un’orbita diversa da quella ellittica tradizionale, che varia nel tempo in risonanza al movimento terrestre.
La seconda luna non influenza maree e ritmi terrestri; si muove costante e silenziosa, invisibile a qualsiasi strumento di visualizzazione terrestre, occhio o telescopio che sia.
Pare un corpo inutile. Sterile ed inerte.
Ma è lì, e ogni cosa è esattamente dove deve essere.” 

Gabriela Butti, Cuore cavo,150x100 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018Gabriela Butti, Cuore cavo, 150×100 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018

Gabriela Butti, Dentro l'acqua di questo torrente (le anguille non mentono), 100x85 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018Gabriela Butti, Dentro l’acqua di questo torrente (le anguille non mentono), 100×85 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018

Il percorso della mostra si muove come un racconto lungo il quale si alternano tele retroilluminate simili a piccoli mondi, ora più brillanti ora simili ad oscuri buchi neri. Come schermi nei quali bui magmi si sviluppano fino a divenire la luce più leggera ed impalpabile. L’indagine si sviluppa attorno agli opposti di pieno e vuoto come potenzialità che unisce, dove l’errore costituisce l’elemento fondamentale della perfezione, del cambiamento evolutivo.
Ogni opera costituisce una tappa della ricerca attorno a ciò che è nascosto e assorbe, nutre e si nutre di ciò che risulta disponibile e inerte, in un moto continuo e proporzionato che rivela la spiritualità della scienza e la scientificità dello spirito.
Nel concreto, le opere di Gabriela sono costituite da tele sintetiche preparate su entrambi i lati con plastiche sciolte, dipinte e traforate a mano con punteruoli o aghi, riproducendo immagini ispirate a fotografie tratte dal mondo cinematografico e da vecchi VHS fotografati con lenti tempi d’esposizione. I diversi strati sono poi sovrapposti e retroilluminati con circuiti a led costruiti ad hoc: ciò che l’osservatore percepisce dunque, è la somma delle sottili superfici colorate e lavorate, a imitazione del percorso naturale che la luce compie attraverso le diverse atmosfere per giungere a noi.

Gabriela Butti, classe 1985, ha conseguito la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2009. La tecnica utilizzata unisce tecniche tradizionali alle più avanzate tecnologie: tempera all’uovo, preparazione e traforazione manuale della carta, produzione artigianale di pellicole plastiche frutto di reazioni fra agenti chimici, stratificazioni su tele serigrafiche e costruzione di circuiti elettrici di ultima generazione.

Gabriela Butti, Ho aspettato tanto per trovarti, 100x85 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018Gabriela Butti, Ho aspettato tanto per trovarti, 100×85 cm, tecnica mista retroilluminata, 2018

Gabriela Butti, L'erba muore, 100x85 cm, tecnica mista retroilluminata, 2019Gabriela Butti, L’erba muore, 100×85 cm, tecnica mista retroilluminata, 2019

Il Festival della Luce si riallaccia alla tradizione scientifica di Como, città natale di Alessandro Volta che, con l’invenzione della pila, ha aperto la strada non solo alle innumerevoli applicazioni dell’elettricità, ma all’intero mondo moderno in quanto complesso di tecnologie e saperi che vanno dall’energia, alla comunicazione e all’automazione, fino all’informatica e alle sue sconfinate applicazioni.


Scade il 21 maggio 2019
Gabriela Butti, La seconda Luna
Villa Imbonati
via Carlo Imbonati 1, Cavallasca, Como
Ingresso libero e senza prenotazioni
www.gabrielabutti.com
www.festivaldellaluce.net

 

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