FuoriSalone 2019 – La selezione di yog

#fuoriyog 2019

Come ogni anno siamo pronte a farvi scoprire i nostri #bestof del FuoriSalone, con i nostri suggerimenti, i percorsi, i luoghi e le installazioni più interessanti, per scoprire una Milano inaspettata!
Per cominciare eccovi una panoramica di tutte le zone: DOS, 5 VIE, BRERA, STATALE – INTERNI, ISOLA, PORTA VENEZIA, SAN BABILA, TORTONA, VENTURA CENTRALE, LAMBRATE, EXTRA.

 


DOS_DESIGN OPEN’ SPACES WIDSPREAD DISTRICT

Oltre ai classici distretti, in questa edizione farà il suo debutto anche un nuovo modello espositivo che non sarà più legato ad un territorio specifico ma sarà diffuso in diverse zone della città. L’obiettivo è quello riqualificare spazi dimenticati, mai aperti al pubblico nella storia della Milan Design Week. Il progetto, che prende il nome di DOS, Design Open’ Spaces, è stato realizzato dagli studi Re.rurban e Emilio Lonardo e vede, spiegano i realizzatori, nove spazi dislocati su tutto il territorio cittadino, che verranno restituiti ai milanesi con una nuova veste e nuove funzioni. Al loro interno saranno organizzate esposizioni, installazioni di design e un fitto calendario di eventi diurni e serali, che spazieranno dalla musica live ai dj set, dai percorsi degustativi agli incontri culturali.
DOS_HEADQUARTER. L’Headquarter del progetto avrà sede nell’ex-Casello Daziario di piazza 24 Maggio 2, che si animerà con l’eposizione collettiva dei giovani designer al primo piano.

 


5 VIE 

Il momento più vivace è sicuramente la notte delle aperture del 10 aprile, quando queste vie nel cuore della vecchia Milano si riempiono come non mai, anche grazie all’ormai tradizionale appuntamento con la Design Parade.

dove: Piazza Affari
quando: 10 aprile dalle ore 18:00.

Le rovine contemporanee di Roberto Sironi: marmo artificiale e bronzo lucido; per il suo ultimo lavoro, il designer italiano reinterpreta gli archetipi dell’archeologia industriale e classica. Il risultato è una collezione di arredi-scultura di rigorosa poesia. L’idea del designer italiano Roberto Sironi per la sua collezione è partita da una doppia forma di archeologia, quella industriale e quella classica. “Per quanto riguarda l’archeologia industriale – spiega – ho lavorato principalmente su due archetipi: la struttura reticolare di Gustave Eiffel e la trave a doppia T in acciaio, elementi che sono stati trasformati da metallo grezzo, come nascono originariamente, in bronzo lucido fuso dalla Fonderia Battaglia con la tecnica della cera persa”. Come riferimenti classici, il designer ha preso un anfiteatro, un capitello, delle colonne e li ha reinterpretati in marmo artificiale, “un materiale inventato in Piemonte alla fine dell’800 per decorare il palazzo della Zar di Russia a San Pietroburgo”. Unite insieme queste due forme di archeologia si fondono e “si concretizza il mio intento di creare della rovine del contemporaneo”, spiega.

Il lavoro di Roberto Sironi fa parte di Unsighted, la suggestiva mostra collettiva di design da collezione, curata dal canadese Nicolas Bellavance-Lecompte e prodotta dal distretto 5VIE nelle stanze decadenti del Palazzo dei Demoni. “Sento fortemente miei tutti questi pezzi  – dichiara Sironi –  ma forse il mio preferito è la panca”.  Il motivo si trova nel suo significato profondo del pezzo, e nella sua essenza che riassume tutta la collezione: “Quando ho cominciato la mia ricerca sulle rovine archeologiche di  Palmira (Siria), Volubilis (Marocco), Baalbek (Libano) – continua – ho visto che rimanevano solo questi due elementi, colonne e travi. Architrave classica e architrave industriale: il gioco si sposa perfettamente”.

dove: Palazzo dei Demoni, via Cesare Correnti 14. MM S. Ambrogio
quando: 15 al 22 aprile 2018, dalle 10 alle 19

La personale HUMAN CODE di Roberto Sironi, presentata negli spazi sotterranei del SIAM in occasione della Milano Design Week 2019, è il punto di arrivo di una riflessione che ha segnato dagli esordi la ricerca del progettista milanese. Un progetto autobiografico che mette insieme antropologia, tecnologia, data analysis, sperimentazione di processi e materiali, ma anche ricordi di incontri illuminanti e viaggi d’esplorazione. Ambientata in una dimensione parallela rispetto alle strade cittadine, la mostra ripercorre alcune tappe salienti della specie Homo. Una serie di pezzi inediti che fondono in un solo codice (quello umano) frammenti del passato e del presente, in una sedimentazione densa che attraversa 300.000 anni di evoluzione. Il lavoro di Sironi sembra suggerire che l’Antropocene – l’era geologica condizionata dall’impatto dell’uomo, che ha come data simbolica il 16 luglio 1945 – inizi in realtà con la comparsa dell’essere umano, da sempre in rapporto antitetico con la natura. Nelle fondamenta del palazzo del SIAM adiacenti alle rovine di epoca romana su cui si sviluppa la città di Milano, lo sguardo del designer assume una distanza siderale, correndo in avanti di migliaia di anni. Attraverso un varco spazio-temporale, oggetti a noi noti diventano reperti archeologici misteriosi e potenti, riemersi in un futuro lontano, dalle componenti artificiali e naturali stratificate insieme in maniera indissolubile. Una suggestione di forte impatto, che spinge a interrogarsi sulla condizione dell’esistenza umana. Questa esposizione è resa possibile grazie alla collaborazione con Abet Laminati, sponsor dell’evento e alle partnership tecniche con Fonderia Artistica Battaglia, Neonlauro, Serpentino & Graniti, Indexlab, Serra 1938. Con il supporto di SIAM – Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri.

dove: SIAM – Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri (alle 5 Vie), via Santa Marta 18 8/13
quando: 8-13 Aprile 10-19:30 14 aprile 11 – 18


BRERA

Brera Design DistrictDesign Your Life. Quest’anno in Brera i riflettori saranno puntati sulla sostenibilità che verrà affrontata da vari punti di vista grazie al coinvolgimento di dieci “ambassador”, tra cui figurano nomi come Mario Cucinella con la sua SOS School of Sustainability, Daniel e Markus Freitag considerati antesignani dell’economia circolare, i Pretziada per il loro modo di fare cultura a partire da uno specifico territorio o, ancora, Ben Sheppard di McKinsey con la sua ricerca volta a mostrare il valore del design da un punto di vista economico.
Sono già 150 gli eventi confermati per ora nel circuito Brera Design District nella settimana compresa tra l’8 e il 14 aprile (contro il record dei 210 registrati lo scorso anno). Si va dal “supereroe della sostenibilità” in piazza XXV Aprile progettato da Giò Forma per Timberlandall’installazione immersiva di Moooi che da zona Tortona si sposta in via Moscova negli spazi della Mediateca Santa Teresa. E poi Fantini e Bisazza con l’apertura dei nuovi showroom, il progetto Hidden Rooms di Salvatori (con lavori di John Pawson, Piero Lissoni e Elisa Ossino in via Solferino 11), Unifor al Palazzo di Brera con un progetto di Ron Gilad, L’Objet Haas Brothers da Dilmos, Carlo Ratti all’Orto Botanico e Artemest (con TED) che allestirà un’intera casa in via Randaccio così come The Socialite Family che occuperà non più solo una stanza ma un intero appartemento in via Palermo. Tra i tanti appuntamenti, da non perdere Casa Corriere che torna per il secondo anno in sala Buzzati con gli incontri organizzati da Corriere della Sera, Living e Abitare.

STATALE – INTERNI

Interni Human Spaces è il titolo di questa edizione. “La vita è più importante dell’architettura”: da questa affermazione che Oscar Niemeyer amava ripetere nelle sue conversazioni ha preso spunto il tema della mostra di Interni per il 2019. Anche quest’anno si animeranno i cortili dell’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera, la Torre Velasca e – per la prima volta – la Piazza Sempione con l’Arco della Pace e i Caselli Daziari.
Interni ha proposto agli architetti e ai designer che partecipano a quest’edizione di tradurre in installazioni sperimentali il concetto di ‘spazio umano’, a partire dagli arredi che ci circondano fino ad arrivare alla mobilità urbana, dall’ambiente naturale fino ai macro-sistemi produttivi, come quello virtuoso – e ormai necessario – dell’economia circolare.

dove: Università degli Studi di Milano
quando: 8/14 aprile h. 10-24; 15/18 aprile h. 10-22; 19 aprile h. 10-18

All’Orto Botanico di Brera l’installazione, progettata dallo Studio Carlo Ratti Associati con Eni, in piena sintonia con l’incanto naturale dell’Orto Botanico di Brera, sviluppa il tema dell’economia circolare attraverso il riciclo e il riuso delle materie prime. L’installazione fa parte della mostra-evento HUMAN SPACES (8-19 aprile), promossa dalla rivista INTERNI presso l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera e l’Audi City Lab.

dove: Via Fratelli Gabba, 10 – Via Brera, 28, Milano
quando: 8/14 aprile h. 10-23; 15/18 aprile h. 10-22; 19 aprile h. 10-18

ISOLA

Realtà aumentata, materiali sperimentali e installazioni green per una Design Week all’insegna del design senza limiti.
(Testo Paola Menaldo)
Cosa oggi può essere definito design? Parte da questa domanda la terza edizione di Isola Design District che per la Design Week milanese sceglie il tema Unlimited Design. Il quartiere a ridosso del nuovo polo di Porta Nuova per il Fuorisalone 2019 si propone di andare oltre l’idea di prodotto e la sua funzione, per indagare le nuove forme di comunicazione digitale e le sperimentazioni con i materiali naturali e innovativi.
Cuore della manifestazione la Stecca 3.0 con il Design Village: lo spazio di via de Castilla 26, a pochi passi dalla nuova Biblioteca degli Alberi, ospiterà i lavori di designer emergenti con materiali di scarto, aziende come 3M con la nuova collezione di finiture per vetri, un bar interamente stampato in 3D e un programma di talk organizzati dalla piattaforma online The District, che andranno a toccare un tema diverso ogni giorno, dall’Interior Design con Poli.Design alla manifattura digitale con WeMake. Nello spazio esterno, Claudia Zanfi e Andrea Liberni di Green Island presentano le loro installazioni verdi ispirate alle macchine di Leonardo nell’anno del 500° anniversario dalla sua scomparsa.
In via Pastrengo 14 torna l’appuntamento con Milan Design Market, la mostra-mercato curata da Elif Resitoglu che per la sua quarta edizione presenta il tema Find the lost City: una selezione di progetti realizzati con materiali non convenzionali come l’ananas, gli scarti del metallo o la cannabis. Tra gli oggetti, che come sempre saranno tutti in vendita, un angolo speciale sarà dedicato a Neubau, brand di occhiali viennese che quest’anno presenta il modello speciale Walter & Wassily realizzato per i 100 anni del Bauhaus. E la scuola tedesca è di ispirazione anche per un’altra realtà della zona, la galleria Angelo della Pergola 1 che presenta una serie di pezzi in edizione limitata che ne reinterpretano lo stile, oltre ad un focus sul design nordico nell’ambito del Nordic Design Apartment (a pochi passi dalla galleria) realizzato con la collaborazione dell’artista finlandese Jutta Yla-Mononen.
Il percorso coinvolge realtà di quartiere come il negozio per bambini Amanita con gli oggetti-gioco di Playfool Studio o Algranti Lab con i suoi pezzi unici realizzati con materiali di recupero, fino ad arrivare ai progetti realizzati ad hoc per la settimana del Salone del Mobile, come l’appartamento pensato per l’ospitalità creato da Roberta Borrelli di Make Your Home (in via Castilla 24) o i “tavoli in affitto” di #affortable (in via Pepe 36), a conferma della tendenza che vede anche l’arredo fare i conti sempre più spesso con il tema dello sharing. Da vedere poi negli spazi suggestivi della Fonderia Napoleonica Eugenia le installazioni sospese dei giapponesi di Team Balanco e all’ex Scatolificio Artigiano (via Cola Montano 8) le sculture luminose in plexiglass e neon della designer inglese April Key.
E, per chi non ne avesse abbastanza, c’è la realtà aumentata. Scaricando l’applicazione Aria The AR Platform (creata dallo studio Alkanoids) sarà possibile accedere a contenuti multimediali extra, tra scenografie animate e approfondimenti video.

quando: da martedi 9 aprile

PORTA VENEZIA

A pochi passi da qui inizia Corso Venezia, che ospita allestimenti spettacolari, ma soprattutto apre le porte di palazzi solitamente chiusi al pubblico.


Galaxia, Burning Man 2018, deserto del Nevada. Foto Jane Hu

SAN BABILA

Arthur Mamou-Mani per Cos al Fuorisalone 2019. L’architetto francese creerà per il marchio ready-to-wear un’installazione in bio-plastica nel cortile di Palazzo Isimbardi.
(Testo Luigina Bolis – Foto Andrei Jipa)
Disvelata il 30 gennaio, la collaborazione tra COS e l’architetto francese Arthur Mamou-Mani in vista dell’imminente Salone del Mobile 2019. Per l’ottavo anno consecutivo il marchio londinese di abbigliamento è presente alla più grande kermesse internazionale dedicata al design: quest’anno sarà l’installazione realizzata con stampa digitale di Mamou-Mani a lasciare a bocca aperta i visitatori. “Ero nel mezzo del deserto quando mi hanno chiamato”, ha raccontato un divertito architetto. Si trovava per l’esattezza in pieno Burning Man, il festival new age, surreale, eccentrico, che dal 1986 attira migliaia di persone da tutto il mondo, hippie, nerd e gente à la page nel bel mezzo del deserto del Nevada. In quell’occasione Mamou-Mani aveva realizzato la spettacolare Galaxia, una sorta di gigantesco tempio formato da 20 capriate in legno che convergevano a spirale verso l’alto in un punto centrale a cui poi è stato dato fuoco, come da rituale. Per la più austera cornice milanese presenterà un’installazione che immagini il futuro del design, della tecnologia e dell’innovazione dei materiali. L’obiettivo? Creare un viaggio etereo: la struttura accompagnerà infatti l’osservatore dal cortile del sedicesimo secolo di Palazzo Isimbardi al giardino adiacente, congiungendo l’architettura al mondo naturale.

Tangential Dream. Foto PieterJan Mattan

Il passaggio sarà costruito con moduli di bio-plastica creati con stampa 3D attraverso un software open-source che sfrutta le potenzialità del design parametrico, un processo algoritmico che garantisce l’idoneità strutturale e ottimizza l’utilizzo del materiale. «Il nostro lavoro esplora la figura dell’architetto e la natura olistica dei processi di design. Spero che la combinazione della stampa 3D con materiali bio distribuita su larga scala e degli strumenti parametrici open-source offrirà una visione del futuro e mostrerà come questa tecnica digitale possa avere un impatto positivo sul mondo», ha spiegato Arthur Mamou-Mani.

dove: Palazzo Isimbardi, Corso Monforte 35, Milano
quando: dal 9 al 14 aprile 2019

TORTONA

In zona Tortone il punto fermo resta quell’hub di creatività che è il Superstudio, ci sono sempre novità che rendono necessario un passaggio da queste parti. Quest’anno ha trovato casa qui Ventura Future nello spazio base dell’ex spazio Ansaldo. Ma anche Ikea che in via Tortona 32 presenta in anteprima mondiale una collezione per sonorizzare la casa.Un altro luogo permanente che ha aperto qui recentemente è l’Armani/Silos di via Bergognone 40 che quest’anno per il Fuorisalone presenta una retrospettiva, realizzata in collaborazione il Centre Pompidou, dedicata a Tadao Ando, ovvero colui che ha progettato l’adiacente Armani/Teatro.
Un ritorno a Tortona è quello di Ikea (nella foto di apertura) che presenta la nuova collezione SYMPHONISK, elemento sonoro per la casa smart, che verrà svelato in anteprima mondiale negli spazi post industriali della Torneria.
In tema di innovazione Sony torna allo spazio Zegna per presentare la sua visione sul futuro delle relazione tra uomo e robotica. E anche quest’anno ritroveremo qui lo studio Nendo con un progetto speciale per Daikin con un’installazione ispirata al concetto di “aria”, un elemento impalpabile quanto fondamentale, a cui la grande creatività a cui ci ha abituato lo studio giapponese guidato da Oki Sato, saprà dare una forma.

Immergersi nella magia della pioggia. Uno degli eventi più interessanti in programma si terrà il 9 aprile dalle 19.30 alle 21.30, in via Savona 37, e sarà organizzato dal designer acustico Kouichi Okamoto e da Canada Goose. L’iniziativa, intitolata Vernissage – 50 Words For Rain by Kouichi Okamoto, consentirà ai visitatori di immergersi nella magia della pioggia, grazie ad un’installazione interattiva del designer giapponese, Kouichi Okamoto, che ha deciso di rivelare questo elemento comune in modi inaspettati.

Nella Luce. Un’altra istallazione da non perdere sarà ospitata all’interno dell’Opificio 31, in via Tortona. Intitolata Into the Light e promossa da Polestar, consisterà nel celebrare il passaggio sempre più imminente alla mobilità elettrica di Milano. Per riuscirci un gruppo di esperti audio e visual svedesi, i Teenage Engineering, daranno vita a due strutture emblematiche: La stazione di benzina e la La pista per automobiline. La prima istallazione spiegherà come questi luoghi, che oggi rappresentano un riferimento architettonico e culturale, con l’elettrico dovranno vivere un inevitabile stravolgimento che però non ne pregiudicherà il ruolo di punto di incontro sociale, grazie ad una nuova era di ricarica ed elettrificazione. La seconda, invece, rappresenterà il divertimento di guidare con l’elettricità grazie ad un’installazione interattiva all’interno della quale ogni visitatore potrà dare il suo contributo con una grande esperienza sensoriale.

VENTURA  centrale

Ventura Projects rafforza la sua presenza ai Magazzini Raccordati in stazione Centrale e si allontana ancora di più dalla storica via di Lambrate da cui prende il nome. Dopo l’edizione 2018 al FuturDome di via Paisiello, il progetto Ventura Futures dedicato al design più sperimentale si sposta quest’anno negli spazi di Base in via Tortona. “Un grande ritorno”, commenta l’olandese Margriet Vollenberg, fondatrice e art director di Ventura Projects, che ricorda i primi show curati da Organisation in Design (producer del progetto) nella zona da cui è partito il Fuorisalone, da Maarten Baas nell’autofficina di via Voghera alla personale di Marcel Wanders in quella che ai tempi veniva chiamata Ex Ansaldo. E proprio il complesso industriale  di via Bergognone, che oggi può dirsi quasi completamente recuperato, introduce una importante novità: si pagherà un biglietto di ingresso. Una cifra accessibile (5 euro) che, sostengono gli organizzatori, servirà non tanto a fare cassa ma a garantire una maggiore qualità per gli espositori. Una vera rivoluzione, se si pensa che allo spirito democratico che da sempre ha connotato la Design Week milanese, che nasce dall’esigenza di sensibilizzare (e selezionare) un pubblico a cui si chiede una maggiore attenzione e consapevolezza nel momento dell’accesso, in un’area che continua ad attirare grandi folle di visitatori durante il Salone del Mobile (dal 9 al 14 aprile 2019). Acquistando il ticket, che sarà disponibile in prevendita già a partire dal 25 febbraio, sarà possibile accedere allo spazio per tutta la durata della settimana.
E che cosa si vedrà? All’interno, ci sarà l’installazione curata da Base sul tema Un-learn/Re-learn (con la partecipazione di designer come Italo Rota, Salottobuono, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Stefano Mirti, Super), i workshop di officina Base, il “Design Confession” nella portineria e la programmazione musicale serale. Il biglietto sarà quindi necessario anche per vedere le esposizioni di Ventura Futures. Per la sua seconda edizione, quella che si definisce “la sorella più innovativa di Ventura Centrale” porterà nei 3700 mq a disposizione il lavoro di designer emergenti e studenti che affronteranno temi come la tecnologia, il food design e l’artigianato digitale. Ci saranno progetti a metà tra il craft e il tech come il caricatore wireless in marmo di Niccolò Garbati (Progetto 99) o il progetto Cocina de la Terra della giovane messicana Isabella Sanchez Jacques che inviterà il pubblico a mangiare alcuni piatti tipici del suo paese mentre si ascoltano storie e aneddoti raccontate da lavoratori migranti ma anche l’esperienza olfattiva di SOM Tales of perfume che presenterà un percorso tra 100 pezzi di legno intrisi di fragranze naturali e, immancabili, le esposizioni di alcune tra le più importanti scuole di designcome la Central Saint Martins di Londra o la Design School Kolding con la mostra A home is a home is a home sugli oggetti personali che ci fanno sentire a casa.

Sarà libero invece l’accesso per gli eventi di Ventura Centrale che raddoppia gli spazi occupati. Dagli otto magazzini dell’esordio (nel 2017) si passa in questa terza edizione a un totale di sedici. Sotto le volte di via Ferrante Aporti ci saranno le installazioni di aziende e studi di design di fama internazionale. Per fare qualche esempio, il designer olandese Maarten Baas, vera e propria “star” di Ventura Project, occuperà un intero magazzino con un’installazione interattiva, Freitag presenterà il progetto Unfluencer di curato da Georg Lendorff, Rapt Studio coinvolgerà gli spettatori con la sua mostra Tell Me More e poi varie aziende come AGC, Yamaha, Cosentino, Lavazza e Gufram e Lensvelt presenteranno le loro novità di prodotto.

LAMBRATE

Oltre l’intelligenza artificialeCosa nascerà dalla convivenza con i robot? La mostra Post-human – When technology embeds society allo spazio Logotel di Milano invita i designer a misurarsi su nuovi territori di sperimentazione.
(Testo Luca Trombetta)
Tra rivoluzione digitale, intelligenza artificiale e industria 4.0. un futuro alla Blade Runner non sembra poi così distante. É il tema centrale, ad esempio, della mostra Hello Robot in corso al Vitra Design Museum, così come se ne discute nella mostra Lavoro in movimento alla Mast Gallery di Bologna. Anche all’apertura della Biennale di Saint-Étienne l’architetto Joseph Grima confermava che “viviamo in un momento in cui il digitale sta rivoluzionando le nostre vite, in modalità e ritmi mai conosciuti prima: abbiamo paura di essere rimpiazzati dai robot, ma paradossalmente lavoriamo più di prima”.
Il rapporto uomo-macchina, insomma, non è mai stato così d’attualità. Non poteva mancare, ovviamente, un momento di approfondimento alla design week di Milano. Ci ha pensato Logotel, la service design company di via Ventura 15 che quest’anno con la mostra Post Human – When Technology Embeds Society a cura di Susanna Legrenzi e Stefano Maffei va a indagare l’impatto della tecnologia e dell’intelligenza artificiale sulla vita umana. E prospetta non solo uno scenario in cui umano e non-umano convivono, ma anche “un orizzonte di nuove specie ‘post-umane’ che diverranno progressivamente parte della nostra esperienza quotidiana”.

https://vimeo.com/203108121

Protagonista, al centro del percorso espositivo che raccoglierà ispirazioni, case histories, documenti e video che mettono in scena il tema post-umano nel mondo del design (ma non solo), l’installazione Mobile Robotic Fabrication System for Filament Structures della designer e ricercatrice russa Maria Yablonina dell’ Institute for Computational Design and Construction dell’Università di Stoccarda. Un’opera work in progress in cui due ‘robot ragno’ interagiranno tra loro per costruire una grande struttura-rifugio sospesa simile a una gigantesca ragnatela di 10 m di lunghezza. Se i droni sono già tra noi, all’avvento degli androidi manca davvero poco.

quando: 4 – 9 aprile 2017
dove: spazio LOGOTEL, via Ventura 15, Milano

EXTRA 

La design week di Franco Albini. Si rinnova il calendario di appuntamenti con la Fondazione Franco Albini dedicati a diffondere e scoprire la visione di un maestro e innovatore del progetto La settimana del Salone del Mobile non è solo l’occasione per scoprire il nuovo, ma anche per scoprire o riscoprire le grandi lezioni del passato. In particolare si rinnova anche quest’anno il calendario di eventi organizzati dalla Fondazione Franco Albini per rivivere lo spirito e l’opera di quello che è considerato uno dei più grandi innovatori nel campo del Design, dell’Architettura e dell’Urbanistica.
Una serie di appuntamenti che, dal 9 al 14 aprile, si svolgeranno nella storica sede della Fondazione e dello Studio Albini Associati all’interno della palazzina Liberty in via Telesio 13. Ogni giorno alle 10 (e martedì e giovedì anche nel pomeriggio alle 16) un excursus sull’opera di Franco Albini, tra allestimenti, architetture e design, con la visita intitolata Dal cucchiaio alla città – Il metodo Albini tra architettura e Design.  invece si andrà alla scoperta della genesi della metropolitana milanese, progettata da Albini, Helg e Noorda.
Ai più piccoli sono invece dedicati due laboratori pensati per aiutare a sviluppare il pensiero creativo . Gran finale  con La via del Talento, un progetto innovativo creato da Fondazione Franco Albini, che prende il nome di “Coaching Performance”. si tratta di un’esperienza/spettacolo interdisciplinare che mette in dialogo linguaggio teatrale, tecniche di coaching e musica, finalizzati a coinvolgere il pubblico e renderlo protagonista di un’esperienza di crescita collettiva.

E spostandosi ancora più lontano dal centro i quartieri Bovisa e Dergano si fondono in un’ideale Repubblica del Design per avviare un processo di rigenerazione urbana.

 

 

ph Courtesy of wonderplants_sarah_illenberger

stay tuned!

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