Fotografia futurista

Ospitata negli spazi della Galleria Carla Sozzani la mostra, attraverso più di cento fotografie originali provenienti da collezioni private e da fondi storici nazionali, indaga il modo in cui i futuristi si sono impossessati del linguaggio fotografico per fissare l’invisibile della pulsione vitale e per trascrivere la realtà come creazione e divenire.

Curata da Giovanni Lista l’esposizione è articolata in quattro sezioni che, coprendo un arco temporale di circa mezzo secolo, offrono un efficiente spaccato sull’evoluzione e sulle sperimentazioni fotografiche condotte dal movimento futurista: dalla distruzione della mimesi come illusione naturalista, alle ricerche innovatrici degli anni Venti-Trenta, dal fotodinamismo formalizzato dei fratelli Bragaglia, alle contestatarie e rivoluzionarie foto-perfomance.

Piero Boccardi, Dalla luce alle tenebre, 1931 (courtesy Collezione Giorgio Grillo, Firenze)
Piero Boccardi, Dalla luce alle tenebre, 1931 (courtesy Collezione Giorgio Grillo, Firenze)
Gustavo Bonaventura, Ritratto di Anton Giulio Bragaglia, sdoppiamento incosciente: fotografia spiritica truccata (courtesy Galleria Carla Sozzani)
Gustavo Bonaventura, Ritratto di Anton Giulio Bragaglia, sdoppiamento incosciente: fotografia spiritica truccata (courtesy Galleria Carla Sozzani)
Italo Bertoglio, Gasometro, 1932 (courtesy Fondo Italo Bertoglio, Torino)
Italo Bertoglio, Gasometro, 1932 (courtesy Fondo Italo Bertoglio, Torino)

A partire dal XX secolo le potenzialità dell’apparecchio fotografico vengono esplorate per creare un’immagine che non sia più riflesso della realtà, ma che sia costruita in studio. Nascono così le foto spiritiche, composizioni volutamente ludiche e ironiche: l’immagine doppia o sdoppiata per catturare la sequenza del movimento, la ricerca di una scansione formale attraverso cui la realtà diventa solo ritmo astratto di luce o di linee, il ritratto multiplo e il fotomontaggio, con fini fantastici o umoristici, in cui Boccioni intravede subito un’immagine della molteplicità ontologica e pirandelliana dell’essere.

Da questa prima fase pioneristica di sperimentazione, all’invenzione del fotodinamismo, il passo è breve. L’idea di fare della fotografia un mezzo attraverso cui poter, paradossalmente, bloccare il movimento come energia in atto è opera dei fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia. A loro spetta infatti l’intuizione di poter cogliere solo la scia luminosa prodotta da un corpo in movimento, che interpretano come verifica di una realtà spirituale, come manifestazione della forza vitale che abita la materia.

Abbattendo gli schemi imposti dal sistema, tra gli anni Venti e Trenta i futuristi, in totale accordo con le avanguardie europee, hanno praticato il fotomontaggio, il foto-collage, la composizione d’oggetti, i giochi di luci o di specchi, il teatrino d’ombre, le simbologie magiche, misteriose o allusive delle cose sorprese in chiave di natura morta, la metafora dei valori luminosi, la posa in costume come paradosso allegorico, sguardi che si pongono al di fuori dell’iconografia del regime.

Fortunato De Pero, Autoritratto con pugno (courtesy MART, archivio del 900, Rovereto)
Fortunato De Pero, Autoritratto con pugno (courtesy MART, archivio del 900, Rovereto)
SCADE IL 10 NOV 15 cucchiaio3
Fotografia Futurista
Galleria Carla Sozzani
corso Como 10, Milano
lunedì - domenica: 10.30 - 19.30
mercoledì - giovedì: 10.30 - 21.00
ingresso gratuito
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