Fonderia Artistica Battaglia

La storia della Fonderia Artistica Battaglia.

Nel 1913 i tre soci, Ercole Battaglia, Giulio Pogliani e Riccardo Frigerio inaugurano la Fonderia Artistica Battaglia, Pogliani e Frigerio. Fa da contesto Milano e un clima da fin-de-siècle in cui l’anima leggera e decadente del Liberty si inizia a fondere con il clangore futurista.

La storia ha inizio qui, quando i tre soci, mettendosi in proprio dopo anni d’attività in altre fonderie artistiche, possono sfruttare l’esperienza acquisita, ottenendo il favore di molti nobili artisti dell’epoca per dare il via alla nuova attività.

Da Vercelli a Vicenza, passando per Milano, fondono a Battaglia: Vitaliano Marchini per la riproduzione delle sue figure, Giambattista Tedeschi, Luigi Panzeri e Antonio Rescaldini e in seguito Guido Righetti, Enrico Astori, Alfredo Sassi, Confalonieri, Paolo Sozzi e Giulio Branca.

La Fonderia a Milano

Milano è il committente di questa storia artistica, narrata nei suoi grandi musei: dalle Antilopi al vero di Guido Righetti al Museo di Storia Naturale, alla Concezione del 1921 di Adolfo Wildt al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia; fino al suo più maestoso cimitero, il Cimitero Monumentale, le opere forgiate in Fonderia riempiono la città.

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Adolfo Wildt, Concezione, 1921. © Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci


Tutto ciò che accade dopo gli anni di guerre – incluso un cambio di sede – “sta idealmente sull’altra sponda di un fiume, il cui corso, la guerra, ha spazzato via con inaudita violenza tutto il mondo che “era” prima. In Italia si levano le voci individuali di un paese diviso e isolato dal resto d’Europa, che raccontano della tradizione interiorizzata come momento presente: nell’eco etruscoitalico delle figure di Marino Marini o nel richiamo romano-gotico delle opere di Giacomo Manzù.” (Carlotta Loverini, La storia della Fonderia Battaglia)

I già citati Marini e Manzù insieme a: Enrico Manfrini, Remo Brioschi, Eros Pellini, Lucio Fontana, Luciano Minguzzi, Carmelo Cappello, Arnaldo e Giò Pomodoro, Ettore Cedraschi e tanti altri; formano il gruppo di gravitazione che porta avanti le nuove sfide della Battaglia, spronando a migliorare i sistemi tecnici e artistici.

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La Fonderia oggi

L’attuale direttore, Danilo Bosio, entra in fonderia come ritoccatore di cere nel 1988. Gli anni novanta hanno segnato un momento difficile per Battaglia, che trova nella figura del presidente Matteo Visconti di Modrone quella stabilità che da molto mancava. La Fonderia Battaglia può così varcare la soglia del nuovo millennio a braccetto con i suoi protagonisti. 

Un paio di esempi: le opere di Arnaldo Pomodoro penetrano in luoghi di spirito e potere; nel 1990 una sfera è posizionata nel Cortile della Pigna dei Giardini Vaticani e nel 1996 davanti alla sede dell’Onu a New York. 

Giuseppe Penone invece, esponente di spicco dell’arte povera e protagonista assoluto della Biennale veneziana del 2007, porta qui a termine nel 2004 l’installazione per la reggia di Venaria Reale. Mentre un albero di ventotto metri in bronzo, accolto nei giardini Tuelleries a Parigi, reca il segno della sua ricerca di una natura protagonista nella forma e nella sostanza.

Fonderia Artistica Battaglia
via Stilicone, 10
Milano

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