Fondazione Prada: Opening!

La nuova sede milanese della Fondazione Prada, progettata dallo studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas, espande il repertorio delle tipologie spaziali in cui l’arte può essere esposta e condivisa con il pubblico. Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni, è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni dieci del Novecento.
Situato in Largo Isarco, nella zona sud di Milano, il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m2, di cui 11.000 saranno utilizzati per le attività espositive.
L’edificio all’entrata del nuovo centro accoglierà il pubblico con due spazi nati da collaborazioni speciali: un’area didattica dedicata ai bambini e sviluppata con gli studenti dell’École nationale supérieure d’architecture de Versailles; e un bar ideato dal regista Wes Anderson, il Bar Luce, che ricrea l’atmosfera dei tipici caffè di Milano.

Fondazione Prada, dettagli (Foto a seguire di A. Ballabio)

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“È sorprendente come la crescente espansione del sistema dell’arte – spiega Rem Koolhaas – si sia tradotto in un numero limitato di tipologie allestitive. Nel consenso generale, lo spazio industriale in disuso, animato occasionalmente da eclatanti gesti architettonici, è diventato l’ambiente privilegiato per presentare mostre d’arte, ideale perché le sue caratteristiche prevedibili non mettono alla prova i progetti degli stessi artisti.” 

Anche la nuova sede segue questa tendenza caratterizzandosi però per l’eccezionale pluralità di ambienti, uno dei quali, la torre, ancora in costruzione. “Il progetto della Fondazione Prada non è un’opera di conservazione e nemmeno l’ideazione di una nuova architettura. Queste due dimensioni in genere distinte, qui coesistono e si confrontano reciprocamente in un processo di continua interazione, quasi fossero frammenti destinati a non formare mai un’immagine unica e definitiva, in cui un elemento prevale sugli altri”.

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La Haunted House (Casa degli spiriti) è uno degli edifici della distilleria degli anni Dieci del secolo scorso, in cui ha sede la Fondazione Prada. Senza modificare i volumi originali, il progetto architettonico ha preservato e rinforzato la struttura, la cui superficie esterna è stata rivestita da uno strato di foglia d’oro. All’interno sono accolte, permanentemente, alcune installazioni di Robert Gober (1954) e di Louise Bourgeois (1911-2010).

La mostra Serial Classic, co-curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola, è dedicata alla scultura classica ed esplora il rapporto ambivalente tra originalità e imitazione nella cultura romana e il suo insistere sulla diffusione di multipli come omaggi all’arte greca. All’idea di classico tendiamo ad associare quella di unicità, ma in nessun periodo dell’arte occidentale la creazione di copie da grandi capolavori del passato è stata importante quanto nella Roma della tarda Repubblica e dell’Impero. Il percorso espositivo riunisce più di 60 opere e si apre con un approfondimento sugli originali perduti e loro copie multiple, rappresentate da due serie particolarmente note come il Discobolo e la Venere accovacciata. Altri due importanti nuclei sono dedicati ai temi dei materiali e del colore dei bronzi e dei marmi classici. L’Apollo di Kassel, ad esempio, è riproposto in due recenti calchi in gesso che riproducono la superficie bronzea dell’originale greco perduto e la coloritura delle copie romane in marmo. Un’altra sezione della mostra esplora le tecnologie e le modalità impiegate nella realizzazione delle copie, illustrando due momenti fondamentali come la creazione del calco in gesso e il trasferimento delle misure sul nuovo blocco di marmo. Sono inoltre esposte due note serie, la Penelope e le Cariatidi sul prototipo dell’Eretteo di Atene.

Nella galleria Sud della Fondazione, ex laboratorio del precedente complesso industriale che sfocia negli ampi spazi del Deposito, si presenta An Introduction: un intenso accenno espositivo a un percorso tra istituzionale e personale sul modo di ricercare e collezionare, nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant.
È un intreccio tra studio e passione per l’arte che assunte caratteristiche pubbliche e private, ha portato all’apertura di una Fondazione. Qui l’interesse per le problematiche estetiche e politiche affrontate dagli artisti, si pone a confronto con la conoscenza e la pratica delle culture sperimentali e storiche – dal Rinascimento alla modernità – evolvendo da uno stadio espositivo essenziale a uno complesso e museale.
La sequenza degli spazi e la scelta dei lavori, installati in relazione a colori e materiali d’epoca, suggeriscono una crescita di interessi e di impegno. Si inizia con una riflessione sul sé che si sviluppa in una scelta di territorio visuale, legato alle vicende artistiche degli anni Sessanta, dal New Dada alla Minimal Art. Tale ricerca, e la determinazione a raccoglierne le testimonianze, ha influenze sul sistema di vita, sulla passione e sul coinvolgimento nei confronti di un’arte critica rispetto alla realtà. L’indagine sul racconto artistico contemporaneo si muove verso una totalità temporale della storia, dall’antichità – con i suoi oggetti e ambienti – ai giorni nostri. Nel Deposito, il finale a sorpresa con i veicoli di diversa natura è indice di una convergenza tra arte e vita, dove si attua una dialettica tra autonomia e funzione, artefatto e prodotto.

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Trittico è una dinamica strategia espositiva concepita dal Thought Council (Shumon Basar, Nicholas Cullinan, Cédric Libert). Lo spazio ospiterà tre lavori dalla Collezione Prada selezionati per essere esposti a rotazione. Questo nuovo concept e sistema espositivo si sviluppa su alcune idee fondanti. La prima è che la nostra esperienza dell’arte è sempre relazionale e la sua comprensione avviene attraverso opere, siano esse appartenenti al passato sia contemporanee. La seconda è che una raccolta come la Collezione Prada, che spazia dal XVI al XXI secolo, racchiude linee interpretative inedite, che vanno oltre una lettura tradizionale. Concentrandosi su tre lavori alla volta, Trittico rivela similitudini inaspettate tra artisti e pratiche apparentemente diversi. Infine, sottolinea l’importanza dell’esperienza artistica vissuta in prima persona e in condizioni diverse dal canone museale, immergendosi in una tridimensionalità quasi tangibile fatta di verticalità e illuminazione rarefatta, caratteristiche che nessun dispositivo tecnologico potrebbe riprodurre.
La prima selezione di Trittico comprende Case II (1968) di Eva Hesse, Lost Love (2000) di Damien Hirst e 1 metro cubo di terra (1967) di Pino Pascali, tre opere che sviluppano geometrie minimaliste, associando oggetti ed elementi naturali a una forma cubica. Ordine, disordine, complessità dei sentimenti umani si contrappongono ai materiali naturali. Inseriti nei contorni ben delimitati di un cubo, i contenuti divengono un sistema di significato. Un sistema aperto pur essendo apparentemente chiuso.

In Part a cura di Nicholas Cullinan, è allestita nella galleria Nord, una delle ex strutture industriali che compongono la nuova sede della Fondazione Prada. Concepita attorno a un nucleo tematico di opere selezionate dalla Collezione Prada, la mostra esplora l’idea del frammento corporeo nelle sculture di Maurizio Cattelan, Lucio Fontana e Pino Pascali, nella rappresentazione delle rovine nel lavoro di John Baldessari, David Hockney e Francesco Vezzoli, nell’uso del primo piano fotografico nella costruzione della figura nei dipinti di William Copley, John Wesley e Domenico Gnoli, nei ritratti deformati di Llyn Foulkes, nelle silhouette incomplete di Yves Klein, nella sovrapposizione di figure nell’opera di Francis Picabia. Questi lavori sono accomunati dall’impiego del frammento come sineddoche di un intero perduto e intriso di significato. Alcune opere di Charles Atlas, Bruce Nauman, Robert Rauschenberg e Richard Serra, provenienti da musei e istituzioni internazionali, estendono la riflessione sull’idea d’incompletezza come sintomo dello spirito moderno.
(Testi tratti dalla cartella stampa)

FONDAZIONE PRADA
Largo Isarco 2, Milano
Tutti i giorni: 10.00 – 21.00
PROGETTI PERMANENTI
Intero – 10 € Ridotto – 8 €
PERMANENTI + MOSTRE
Intero – 15 € Ridotto – 12 €
Per info su mostre e novità:
www.fondazioneprada.org

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