Bent

Inaugurazionione vincente quella di Ribot, la nuova galleria milanese aperta da Monica Bottani in via Enrico Nöe. Per lanciare la nuova stagione espositiva la scelta è ricaduta sull’artista tedesco Felix Schramm, la cui pratica artistica è incentrata sullo studio dello spazio e si concretizza in lavori scultorei di diverese forme che offrono all’osservatore molteplici punti di vista e possibilità di lettura.

In occasione della sua prima personale italiana Schramm ha creato un’installazione site specific appartenente alla serie Spatial Intersection. Questi lavori, relizzati in legno e cartongesso, si presentano come vere e proprie esplosioni che rompono la continuità del muro della stanza che li ospita, creando in tal modo cortocircuiti visivi che alterano fortemente la percezione dello spazio. L’esplosione del muro trasforma l’architettura in scultura modificando il concetto di ambiente che viene visto non più come da spazio da riempire, ma come spazio vivo e mutevole.

You can't beat time, 2014  (photo © Knut Kruppa)
Felix Schramm, You can’t beat time, 2014 (photo © Knut Kruppa)

Il concetto della compenetrazione dei piani e dell’esaltazione del potere dinamico della forma ritorna anche nelle sue sculture presenti in mostra. Omission 2 e Quiet Might sono calchi di teste umane (realizzate in cera, gesso e resine poliuretaniche) che Schramm modifica al punto da stravolegere completamente la fisionomia e creare un’espressività fatta solo da pieni e vuoti, in cui l’essenza umana si carica di teatrale drammaticità. Superando i confini fisici e minando alla base la riconoscibilità dei volti, l’artista arriva così a superare la convenzionale visione in funzione di una nuova dinamica del rapporto opera spettatore.

Quite might, 2008 (courtesy Ribot Arte Contemporanea)
Felix Schramm, Quite might, 2008 (courtesy Ribot Arte Contemporanea)
Omission 2, 2008 (courtesy Ribot Arte Contemporanea)
Felix Schramm, Omission 2, 2008 (courtesy Ribot Arte Contemporanea)

Conclude il progetto espositivo Multilayer opera ad edizione limitata, prodotta in otto diversi esemplari, appositamente pensati da Schramm per la mostra. I collage, creati attraverso la sovrapposizione di frammenti di fotografie dell’installazione in galleria, producono superfici astratte il cui spessore rimanda ancora una volta all’idea dell’immagine nata dall’accumulo di più prospettive e più punti di vista.

Accumulated 14 - detail (courtesy Ribot Arte Contemporanea)
Felix Schramm, Accumulated 14 – detail (courtesy Ribot Arte Contemporanea)
SCADE IL 27 GIU 15 cucchiaio
Felix Schramm - Bent
Ribot Arte Contemporanea
via Enrico Nöe 23, Milano
mercoledì - venerdì: 15.00 - 19.30
sabato: 11.00 - 18.30
ingresso gratuito

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