Febbraio: color my life with the chaos of truble

“Color my life with the chaos of trouble” direbbero i Belle & Sebastian, tutte le mostre che più ci piacciono in città! Stay tuned

Liu Ye Storytelling

 Liu Ye, Storytelling, Ph. Roberto Marossi, courtesy Fondazione Prada

Fondazione Prada presenta la mostra personale del pittore cinese Liu Ye a cura di Udo Kittelmann include una selezione di 35 dipinti realizzati a partire dal 1992. L’immaginario intimo e sensuale di Liu Ye trova le sue molteplici fonti d’ispirazione nella letteratura, nella storia dell’arte e nella cultura popolare del mondo occidentale e orientale. Liu Ye ha sottolineato che “ogni opera è un mio autoritratto” l’abilità dell’artista consiste nell’aver saputo creare un universo pittorico personale, che non si inserisce in nessun movimento artistico specifico.

30 gennaio – 28 settembre 2020
Fondazione Prada


Eron – Close your eyes and see

Courtesy Galleria Patricia Armocida

Un percorso visivo che tocca varie tematiche sociali, dai diritti umani ai flussi migratori alternando o fondendo diversi linguaggi pittorici in cui l’osservatore è invitato non solo a guardare le opere ma anche a vederle. Guardare e vedere sono spesso utilizzati come sinonimi, perché considerati equivalenti. Si riferiscono, invece, a due attività distinte. Come diceva il filosofo e poeta Henry David Thoreau: «Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere». Questo è il concetto filosofico che ha ispirato il titolo della mostra di Eron “Close your eyes and see”. Se la gente vedesse e non si limitasse a guardare, probabilmente vivremmo in un mondo migliore.

Eron è uno dei più noti esponenti del graffitismo italiano a cavallo fra XX e XXI secolo, definito dall’Enciclopedia Treccani come uno tra i più dotati e virtuosi interpreti dell’arte figurativa e della pittura contemporanea internazionale. Nel 2018 Eron ha realizzato quella che è considerata una delle più grandi opere d’arte murale urbana al mondo. L’opera, intitolata W.A.L.L. (Walls Are Love’s Limits), è stata realizzata nel nuovo quartiere City Life a Milano. Un dipinto di 1000 metri quadri che ha trasformato la grande parete in un monumentale muro contro i muri. Nel 2010 Eron è autore della prima e unica opera al mondo dipinta con vernici spray all’interno di un luogo di culto, “affrescando” il grande soffitto della Chiesa di San Martino in Riparotta a Rimini.

22 gennaio – 4 marzo 2020
Galleria Patricia Armocida


Anna Franceschini − Did you know you have a broken glass in the window?

Anna Franceschini, Installation view, Vistamarestudio, Milan, 2020. Courtesy Vistamarestudio

Il titolo della mostra trae spunto da un aneddoto: un cliente di di Tiffany scambiò una vetrina con un bicchiere rotto per un danno passato inosservato. L’allestimento visionario era stato realizzato da Gene Moore, storico art director del marchio dagli anni ’50 agli anni ’90, le cui vetrine fanno parte delle raccolte dello Smithsonian Institution. Espositori da vetrina, souvenirs, e filtri cinematografici, sono utilizzati per creare un ambiente immersivo popolato da immagini che riflettono sull’atto stesso del mostrare e dell’esibire. La vetrina dà vita alla dimensione ambigua in cui abita il desiderio di possesso dell’uomo contemporaneo. L’artista riflette sulla rappresentazione scenica in cui la distinzione tra bene di consumo e opera d’arte si fa sempre più indistinta.

04 febbraio – 21 marzo 2020
Vistamarestudio


Mario Giacomelli

Mario Giacomelli, Presa di coscienza sulla natura, 1976 – 85, cm 29,7 x 39,7

Mario Giacomelli (Senigallia, 1925-2000) si dedica alla fotografia a partire dal 1953, dopo aver lavorato come tipografo e averne maturato una sensibilità che non lo avrebbe mai abbandonato, fino ad ottenere già nel 1955 i primi riconoscimenti per le sue serie fotografiche e le sue prime pubblicazioni.

12 dicembre 2019 – 21 febbraio 2020
Maab gallery


Danilo Buccella, Bruna Esposito, Igor Eškinja, Franklin Evans, Diango Hernández, Edgar Orlaineta, Luca Pozzi – HyperGames

Courtesy Federico Luger Gallery

HyperGames è il titolo della nuova collettiva che si terrà presso Federico Luger (FL GALLERY) a Milano.
La mostra è pensata come una controparte analogica del fenomeno del gaming digitale, intendendo lo spazio come una grande piattaforma. Una mostra dedicata agli aspetti più divertenti, liberi e ludici dell’arte; un viaggio alla scoperta o riscoperta del bambino che è in tutti noi.
Le opere selezionate spaziano tra i linguaggi artistici, dalla pittura, alla scultura, dal’’installazione alla fotografia, favorendo così la diversificazione dei significati.
Il pubblico chiamato a confrontarsi con esse, è così invitato a giocare con ciò che si trova davanti agli occhi in una nuova realtà multidimensionale e atemporale tra mondo reale ed immaginario alla riscoperta di una dimensione fanciulla del sé.

23 gennaio – 31 marzo 2020
FL Gallery


BEYOND MUD AND STONES

Courtesy Loom Gallery

Anche se si tratta di “dematerializzazione dell’arte, specialmente dell’arte oggetto”, per dirla alla Lippard/Chandler e di “arte effimera”, immagini e testi esistono davvero. “Troublemakers” o “costruttori di sogni” li hanno così chiamati, e in mostra ci sono tutti: Michael Heizer, Walter De Maria a Richard Long, Jan Dibbets, Robert Smithson e altri ancora.
Con le loro sculture a cielo aperto, spesso difficili da raggiungere, e con le alterazioni che esse subiscono per cause atmosferiche o naturali. Opere e installazioni le cui fotografie servono per vederle nel loro insieme, per contestualizzarle e mitizzarle. Cosa sarebbe la Spiral Jetty senza le immortali immagini di Gianfranco Gorgoni ad esempio? Per non parlare di quei progetti di lungo corso come la City di Michael Heizer, la scultura più grande mai realizzata, iniziata nel 1972 e che dovrebbe terminare proprio nel 2020.
“Earth works” e “Earth art” furono le prime mostre di fine anni Sessanta, ma essendo un’arte ispirata alla natura, il tema è quantomai attuale e dai cataloghi del tempo possiamo trarre nuovi preziosi spunti. Perché se esiste un’arte in cui la documentazione risulta più importante che in altre, senza dubbio si tratta di Land Art.

16 gennaio – 22 febbario 2020
Loom Gallery

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