Il mito del paese di Cuccagna

Da dove trae origine la leggenda di un paese nei cui fiumi scorre vino, capponi arrosto piovono dal cielo e
maccheroni rotolano giù dalle pendici di un monte di formaggio? Il mito del Paese di Cuccagna, nato tra i contadini dell’Europa medievale, si sviluppa lungo tutta l’età moderna per giungere fino ai giorni nostri. 

Esso narra di un luogo in cui qualsiasi cosa è a disposizione di chiunque la desideri: cibo, bevande, vestiti, denaro, ma anche giovinezza e bellezza; il Paese di Cuccagna rompe gli schemi della società ed eleva a virtù i vizi condannati dal potere in un mondo di fantasia dove l’uguaglianza è basata sulla ricchezza e dove ogni fatica è abolita.

Discritione del paese di Chucagna (courtesy Civica Raccolta Bertarelli)
Discritione del paese di Chucagna (courtesy Civica Raccolta Bertarelli)

La mostra Il Mito del Paese di Cuccagna si snoda attraverso nove sezioni, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco, che ne analizzano gli archetipi, le caratteristiche e gli sviluppi. Si compone di oltre centocinquanta opere, per lo più immagini a stampa a larga diffusione dalla Raccolta Achille Bertarelli alle quali si affiancano un nucleo proveniente da una collezione privata e alcuni volumi concessi in prestito da storici istituti milanesi.

Uno sguardo privilegiato viene dato all’immaginario culinario dell’epoca, profondamente radicato in chi descriveva l’abbondanza di questo Paese: viene presentato una sorta di itinerario gastronomico attraverso libri di cucina e stampe di banchetti. Attraverso preziose grafiche d’arte a opera di maestri quali Aldegrever, Solis, Callot si analizzano le
condizioni e contrapposizioni di vita del tempo, per poi immergersi nel Paese di Cuccagna, nei suoi modelli e nei suoi valori.

Questo paese è un carnevale che dura tutto l’anno, una festa popolare continua, un trionfo di ozio e abbondanza; il mondo alla rovescia ne condivide il sogno di un mondo dai valori ribaltati; la donna trova realizzati i suoi desideri, in un Paese di Cuccagna tutto femminile dove gli uomini sono servitori e bellezza e divertimento sono le uniche occupazioni.
La
rassegna si chiude con un’analisi degli sviluppi Otto-Novecenteschi del mito: l’ideologia borghese conduce a
uno svuotamento del mito, ormai già ridotto a sola abbondanza alimentare, e alla sua evoluzione come
semplice favola per bambini. Esempio particolarmente caro alla letteratura popolare italiana è quello di Carlo Collodi che colloca il burattino Pinocchio  nel  paese dei balocchi: “una vera cuccagna” per tutti i bambini.  Sarà infine la grafica novecentesca, insieme alla letteratura per l’infanzia, l’ultima erede del Paese di Cuccagna e della sua iconografia.

di Elena Spagnoli

SCADE IL 11 OTT 15 
Il mito del paese di Cuccagna
Castello Sforzesco, Sala viscontea cucchiaio3
martedì - domenica: 9.00-19.30
giovedì: 9.00-22.30
ingresso gratuito

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