Emilio Tadini 1985/1997. I profughi, i filosofi, la città e la notte

La ricerca artistica di Emilio Tadini, nei due decenni tra ottanta e novanta, si sviluppa per temi, veri cicli figurativi che si concretizzano in solenni trittici pittorici ogni volta corrispondenti ad uno stimolo differente; costante invece è il clima di surreale quotidianità nel quale felicemente convivono elementi letterari, riferimenti concreti o più intimi, quasi oniriche figurazioni, spesso frammentati in un’atmosfera d’assenza di regole prospettiche e gravitazionali.

Emilio Tadini 1985 / 1997Emilio Tadini 1985 / 1997Emilio Tadini 1985 / 1997

Parte dell’universo di Emilio Tadini rivive in questi giorni alla Fondazione Marconi con l’esposizione Emilio Tadini 1985 – 1997. I profughi, i filosofi, la città e la notte raccolta dei dipinti dall’artista milanese eseguiti tra gli anni Ottanta e i Novanta, opere queste, che hanno contribuito a consolidare il pittore come uno dei più importanti esponenti dell’arte italiana del dopoguerra. La mostra, allestita sui tre piani dello spazio espositivo, si propone come naturale proseguimento della precedente rassegna Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura allestita nel 2007 negli spazi della Fondazione Marconi, della Fondazione Mudima e delle sale dell’Accademia di Belle Arti di Brera. 

Sono opere gremite di figure e di colore, ed è da questi anni che inizia il lavoro di Tadini ai trittici: grandi dipinti in cui la sovrabbondanza di elementi che caratterizzava le opere precedenti viene portata all’eccesso nel momento in cui lo spazio del quadro viene triplicato e soprattutto, la pittura si fa narrazione. In primo luogo il tema della città, sviluppato nella serie Città italiane, dove emergono frammenti di architetture stravolte, fatte di edifici imponenti accatastati instabilmente l’uno sull’altro e infuocati di rosso o sprofondati nel grigio della modernità: qualcuno prova a scalarne le pareti, qualcun altro indossa gli edifici come copricapo. E poi ci sono i profughi che sulla schiena portano il peso del proprio mondo, che altro non è che quello di Tadini. Questi costituiscono un elemento ricorrente nelle sue figurazioni ed egli spiega di averne sempre subito il fascino, fin da bambino: “Quella del profugo mi sembra una metafora che rappresenta bene la nostra condizione attuale – la condizione della nostra cultura, alta o bassa che sia. Sbarcare, andar via… lasciare la casa delle certezze, delle sicurezze… Può capitare che il profugo si lasci dietro, fra tante altre cose, anche qualche frammento del famoso soggetto. Ma non è certo il caso di farne una tragedia…”

La serie Inno alla notte ha come protagonisti figure isolate, pensierose, delle contemporanee “pietas”, immerse nel buio ed illuminate solo dalla debole luce di una candela mentre, nella serie Oltremare una sorta di Pinocchio galleggia su uno sfondo blu notte in cui compaiono le parole “now” e “here”, che unite in “Nowhere”, danno indicazione della non realtà dello spazio pittorico. Ancora sei trittici questi dedicati al tema del Ballo dei filosofi, figure oppresse, decostruite e costrette in spazi angusti: “è necessario recuperare le figure”, scrive Tadini quando allude all’umanità delle persone, ma qui sono proprio le loro dimensioni e le loro assurde proporzioni a renderne impossibile il compito.

Sono esposte infine, alcune carte di grande formato (150 x 100 cm), Chateau d’amour, Aux cieux vagues, manichini che vagano nello spazio, come la serie dedicata alle Figure, rappresentate attraverso giacche colorate appese a grucce. Sono queste basi indispensabili per mettere alla prova le idee dell’artista e stenderle in gran velocità.

Emilio Tadini 1985 / 1997Emilio Tadini 1985 / 1997Emilio Tadini 1985 / 1997

Durante il periodo della mostra alla Fondazione Marconi, lo Studio Marconi ’65 ospiterà una selezione di opere serigrafiche di Emilio Tadini realizzate nello stesso periodo.

Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la città, la notte
Fondazione Marconi
via Tadino 15, Milano.
Martedì – Sabato: 10.30 – 12.30 / 15.30 – 19.00
Ingresso libero
www.fondazionemarconi.org

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