Emilio Vedova: uno scontro di situazioni

Emilio Vedova è un artista molto presente nelle collezioni milanesi e il suo fascino dirompente attira sempre la nostra attenzione. Alcune sue importanti opere sono conservate stabilmente ad esempio al Museo del Novecento o presso la Casa Museo Boschi Di Stefano e si possono visitare tutto l’anno.

Dettaglio di un Disco. Foto di Valeria Corbetta

La pittura materica di Emilio Vedova. Foto di Valeria Corbetta

Oltre alla potenza visiva di Vedova, vi consigliamo assolutamente di visitare questa mostra anche per la location: la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Luogo della memoria, simbolo dei gravi bombardamenti e delle perdite che il palazzo – e la città intera – hanno subito nell’agosto del 1943. Questa sala è stata parzialmente restaurata nel 1947 alla fine della guerra, è stata dotata di un nuovo pavimento e di una nuova copertura, ma si è scelto di non ricostruire le precedenti decorazioni (di cui però si possiede ampia documentazione) così da lasciare una testimonianza degli eventi bellici a Milano. Questo luogo riacquisterà grande notorietà a partire dal 1953 quando, nell’ambito di una mostra di Picasso a Milano, l’artista la scelse come sede per accogliervi la sua opera, Guernica, con un chiaro intento simbolico.

Il cortocircuito tra queste due realtà visive apre la scena alla mostra EMILIO VEDOVA, che potete visitare fino al 9 febbraio gratuitamente. L’esposizione, tra le più importanti mai dedicate a uno dei più autorevoli artisti del ‘900, è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova ed è curata da Germano Celant.

Exhibition view, Dischi. L’allestimento nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale è stato progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma. Foto di Valeria Corbetta

Exhibition view, Dischi. Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Foto di Valeria Corbetta

La mostra nasce con un progetto e un allestimento spettacolare, proponendo una chiave insolita per documentare il linguaggio artistico del pittore. Presenti oltre ad opere che vanno dagli anni ʼ40 agli anni ʼ90, un intervento ambientale, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma che prevede la costruzione nella Sala delle Cariatidi di una parete lunga 30 metri e alta 5, circondata da una struttura luminosa indipendente che attraversa diagonalmente il salone, quasi provocandone la severità architettonica, in uno “scontro di situazioni”, come si sarebbe espresso Vedova. In questo contesto lacerato sono esposte, sia a muro che a pavimento, una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, tra cui il celebre ciclo Absurdes Berliner Tagebuch ʼ64 (1964).

L’allestimento, progettato per presentare il percorso creativo di Vedova, ha l’intento di lavorare sulla forte componente scenografica dell’ambiente per far emergere, nelle due parti contrapposte, gli aspetti innovativi e radicali del contributo linguistico dell’artista alle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Vale a dire porre a confronto i suoi lavori degli anni ʼ60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ‘80/’90. In tale dialogo tra estremi si esplicita il valore fondamentale dell’opera di Emilio Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

Emilio Vedova, Ciclo ’62, idropittura vinilica, carboncino, carta e sabbia su tela. Foto di Valeria Corbetta

A partire dagli anni ʼ50 il suo linguaggio rompe con la rigidità formale dell’astrazione arrivando a realizzare tele dal segno pittorico aperto e libero, drammatico e graffiante, connesso alla sua gestualità. Questo fare informe, intriso di materialismo, che rifiuta di lasciarsi assimilare a qualsiasi narrazione e figurazione che non sia quella dell’inconscio e della forza emotiva dell’artista, nel 1962 lo porta a spezzare anche la superficie del quadro con la serie dei Plurimi, articolazioni lignee coperte di stratificazioni cromatiche, realizzate a Berlino, che sembrano esemplificare il suo desiderio di sacrificio dell’arte a favore di un mutamento del contesto ambientale e sociale. Un discorso radicale che libera la sua pittura dall’omogeneità e che, in quel periodo segnato dal mondo lineare, impersonale e riduttivo dell’arte minimale e concettuale, intende offrire un contributo estraneo ed estremamente soggettivo, basato su tensioni e strappi personali.

Exhibition view, Plurimi. Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Foto di Valeria Corbetta

Gli anni ʼ70 conoscono da un lato l’irrigidimento delle strutture dei Plurimi, costretti ora a scorrere su rigidi binari, il ciclo Lacerazione ʼ77/ʼ78Plurimi/Binari (1977-1978) appunto, quasi la ribellione estetica fosse incanalata e portata a ripiegarsi su se stessa e dall’altro la pulsione irrazionale dei …Cosiddetti Carnevali.. ʼ77/ʼ83 (1977-1983) che si connettono all’aspetto dionisiaco e antirituale dell’arte. Dopo le collaborazioni con Luigi Nono per Intolleranza 1960, per Prometeo e Tragedia dell’ascolto (1984), che gli aprono un territorio di scatenamento delle immagini in tutto lo spazio architettonico, è negli anni ’80 che si apre l’altra fondamentale stagione dell’arte di Vedova. Dopo una serie di grandi dipinti dal materismo cromatico assoluto, egli passa infatti alla costruzione dei Dischi, grandi dipinti in tondo che possono essere esposti come entità autonome su pavimento o a parete, quasi fossero attori capaci di danzare nello spazio o arrampicarsi sui muri, evidenziando la loro mobilità e intrusione architettonica.

L’itinerario biografico e professionale del grande pittore, nato a Venezia nel 1919 dove è scomparso nel 2006, sarà ricostruito nella Sala del Piccolo Lucernario che precede l’ingresso a quella delle Cariatidi. Qui una cronologia, composta da dati biografici, immagini e dichiarazioni poetiche, sarà accompagnata da una selezione di opere che copre il lungo arco della sua produzione artistica.

Dettagli. Foto di Valeria Corbetta

Exhibition view, Dischi. Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Foto di Valeria Corbetta

Dettagli. Foto di Valeria Corbetta

Exhibition view, Dischi. Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Foto di Valeria Corbetta

Exhibition view, Plurimi. Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Foto di Valeria Corbetta

Fino al 8 febbraio
EMILIO VEDOVA
Palazzo Reale
Ingresso libero
www.palazzorealemilano.it

 

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