Emilio Isgrò, Il seme dell’Altissimo

Collocata nei pressi della Triennale di Milano, il seme dell’Altissimo di Emilio Isgrò è una scultura che era stata realizzata dall’artista in occasione dell’Esposizione Universale milanese del 2015 e che, per tutta la durata della manifestazione, aveva trovato posto all’ingresso dell’area di Rho.

Emilio Isgrò, Il seme dell’Altissimo (foto Miriam Sironi)
Emilio Isgrò, Il seme dell’Altissimo (foto Miriam Sironi)

La scultura in sè è molto semplice: un seme d’arancio (realizzato con marmo di carrara) ingradito un miliardo e cinquecento milioni di volte. Assecondando una pratica su cui Isgrò si è molto concentrato negli ultimi anni, l’artista ingrandisce esponenzialmente una cosa piccolissima, quasi infinitesimale. L’operazione che potrebbe riallacciarsi al modus facendi tipico della pop-art (pensiamo fra tutti alle sculture di Oldenburg, come l’Ago e filo sempre a Milano) e sicuramente mira a dare rilievo e importanza a qualcosa che, per svariate ragioni, non ce l’ha.

Se esteticamente, infatti, la scultura non colpisce molto, è sul piano simbolico e concettuale che risulta vincente. Afferma infatti Isgrò:

“Questo seme (il seme dell’arte, il seme della vita, il seme di quel che vuoi) contiene già in sè la teoria di ciò che è o potrà diventare. (…) Non rappresento ciò che, già di per sè è fin troppo vistoso e visibile, e dunque non ha bisogno di rappresentazioni ulteriori. Io, più modestamente rappresento l’invisibile. Il seme che non si vede, ma c’è”.

Emilio Isgrò, Il seme dell’Altissimo – dettaglio (foto Miriam Sironi)


Emilio Isgrò
Il seme dell’Altissimo, 2015
via Pietro Paleocapa
Milano

Tags: