Documentari d’arte e architettura. The Best of by yog

Dopo i migliori film dedicati al mondo dell’arte abbiamo raccolto per voi una selezione dei documentari che non possono mancare nella videoteca digitale di qualsiasi appassionato di pittura, scultura, architettura e fotografia e che hanno formato negli anni il nostro modo di vedere e raccontare l’arte!

Articolo in aggiornamento

 

Snapshot Russia (2018)

Russia by yog – San Pietroburgo, Istituto di Tecnologia Robotica e Cibernetica 2019, foto Valeria Corbetta

Da un’utopia all’altra, la storia della Russia è stata scritta da violenti sconvolgimenti politici e sociali. E così, anche la fotografia è cambiata. Nell’era sovietica, era uno strumento di propaganda su larga scala. Oggi, è diventato il mezzo privilegiato per l’espressione individuale di un’intera generazione di artisti. Lontani dagli stereotipi imperanti nei media, percorrono il Paese. Attraverso i loro occhi, scopriamo il cuore di una terra in pieno cambiamento.

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Spoleto, museo a cielo aperto

Spoleto 1962 | Arte pubblica
Quando il contemporaneo dialoga con la città storica.

Teodelapio di Alexander Calder,1962, piazza Polvani a Spoleto, foto di Lorenzops / CC BY-SA

Nel 1962 a Spoleto, in occasione del quinto “Festival dei Due Mondi”, il critico d’arte Giovanni Carandente invita 53 tra i più noti scultori al mondo a esporre le loro opere tra le piazze e i vicoli della città, dando il via a un’iniziativa artistica senza precedenti in Italia, documentata attraverso l’intenso racconto fotografico di Ugo Mulas. Grazie alla collaborazione dei maggiori stabilimenti siderurgici italiani, scultori come Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Enry Moore, Alexander Calder, Giacomo Manzù partecipano a un evento straordinario, costruendo un dialogo inedito tra il patrimonio storico e artistico di un luogo celebrato da millenni e alcuni tra i maggiori esponenti dell’arte contemporanea degli anni Sessanta.

Oggi, a ricordo di quell’evento unico e memorabile, restano distribuite in luoghi simbolici della città: Teodelapio di Alexander Calder, Stranger III di Lynn Chadwick, Colloquio Spoletino di Pietro Consagra, Spoleto 1962 di Nino Franchina, Il dono di Icaro di Beverly Pepper e Colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro.

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Pistoia capitale italiana della cultura (2017)

 

Grande Ferro di Alberto Burri all’ingresso della Fattoria Celle a Santomato di Pistoia, foto Kangaroo / Public domain

Come nel Rinascimento, anche in epoca contemporanea Pistoia continua ad attrarre artisti, in un proficuo scambio con il mondo internazionale dell’arte. Ne è esempio la Collezione Gori alla Fattoria di Celle, laboratorio creativo di arte ambientale e Palazzo Fabroni vero e proprio Museo del Novecento e del Contemporaneo.

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Farnesina tra arte e architettura

 

Palazzo della Farnesina, Rome, foto di Kaga tau / CC BY-SA

La Farnesina, un palazzo di circa 720.000 metri cubi e sede del Ministero degli Affari Esteri, è stata definita il più grande palazzo italiano dopo la Reggia di Caserta. La costruzione del Palazzo della Farnesina ha una storia più che ventennale di ripensamenti, aggiustamenti e compromessi. Progettato negli anni ’30 come imponente sede di rappresentanza del partito nazionale fascista, nel 1940 mentre il cantiere è in piena attività, il Direttorio del Partito rinuncia alla sede prestigiosa e l’edificio viene destinato ad accogliere gli uffici del Ministero degli Affari Esteri. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ferma i lavori del palazzo e solo alla fine del 1959 la nuova sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale viene inaugurata. Nelle 1.300 stanze dell’edificio si insediano ben 7.000 persone, sono 6,5 km di corridoi, 7 sale di esposizione d’arte, 20 sale riunioni, 1 sala conferenze internazionali. Dal 2000 poi, prende il via la collezione d’arte della Farnesina che, come vetrina culturale del nostro paese, ospita importanti opere d’arte contemporanea. All’interno del palazzo l’archivio Farnesina dove sono custoditi i documenti della storia della diplomazia italiana dall’unità d’Italia a oggi e una ricca biblioteca che conserva preziose e uniche pubblicazioni.

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Nervi / Rousseau

Grattacielo Pirelli, Milano, foto Andrea Corbetta

Pier Luigi Nervi, la poetica della struttura – a tu per tu con Pier Luigi Nervi, genio del cemento armato, uno dei più grandi architetti del XX secolo – Douanier Rousseau: un pittore nella giungla – classificato come un artista naif, Rousseau è stato uno dei precursori dell’arte moderna.

 

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Cathedrals of Culture

Regia: Wim Wenders, Robert Redford

Filarmonica di Berlino, foto Valeria Corbetta

“Se gli edifici potessero parlare cosa direbbero?” da qui parte Wim Wenders per la realizzazione di questo meraviglioso documentario che racconta l’architettura di sei edifici simbolo della cultura e non solo, attraverso la personale visione di sei grandi registi.

Le “cattedrali della cultura” a cui si è deciso di dare voce sono: la Filarmonica di Berlino (Wim Wenders), La Biblioteca Nazionale Russa (Michael Glawogger), il Carcere di Halden (Michael Madsen), il Salk Institute (Robert Redford), il Palazzo dell’Opera di Oslo (Margreth Olin), il Centre Pompidou (Karim Ainouz).

È grazie al racconto dello spazio – attraverso la dimensione tridimensionale – che il tema si sviluppa: “L’incredibile vantaggio per i documentari è un’immersione amplificata che mette lo spettatore, come mai prima, ‘dentro a un luogo’, permettendogli di percepire l’architettura, ad esempio, come un’esperienza in uno spazio reale” spiega Wim Wenders, che decide di raccontare la Filarmonica di Berlino in modo inedito. Egli mostra lo spazio attraverso il tempo, partendo dalla storia e dalle origini dell’edificio, la sua costruzione, la figura dell’architetto che l’ha ideato e il concetto alla base del progetto.

Interessante è la scelta di comprendere nel discorso un edificio inaccessibile, il carcere di massima sicurezza di Halden, la cui presentazione è stata scritta, con una narrazione in prima persona, dalla psicologa che si occupa dei detenuti.
Un film che suggerisce nuovi modi di “vedere” l’architettura e l’uomo che vive questi luoghi, un’estetica formidabile che rimane impressa a lungo nell’immaginario dello spettatore.

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Frank Gehry – Creatore di Sogni (2005)

Regia: Sydney Pollack

Dancing House, Praga, Foto Valeria Corbetta

Il Creatore di sogni racconta l’uomo che sta dietro ad alcune delle più grandi opere architettoniche “decostruttiviste” a cavallo tra gli anni Novanta e duemila: il museo di Bilbao, che è diventato simbolo della città basca, la Walt Disney Concert Hall, la Loyola Law School di Los Angeles, o la Dancing House.

Gehry è noto perché negli anni Novanta realizza edifici iconici, egli è l’artefice di un processo di progettazione architettonica che parte dalla scultura e dall’espressività più che dall’analisi della funzione dell’edificio e del suo contesto. L’architetto crea una sorta edifici “scultura”, generati da visioni per così dire “diffratte” dalle forme uniche, che sono figlie di un’elegante ricerca basata sulle correnti artistiche quali dadaismo surrealismo fino alla Pop Art.

Il documentario si focalizza sul processo di creazione delle opere: dalla nascita e sviluppo dell’idea alla scelta dei materiali da utilizzare. Tra le tante voci ascoltate da Pollack colpisce quella dell’analista di Gehry.

Racconta Pollack: “Quando Gehry mi disse: vorrei fossi tu a dirigere questo lavoro, gli risposi che non avevo mai fatto un documentario e non sapevo nulla di architettura. Lui replicò: proprio per questo. Io voglio raccontarmi come uomo, pittore mancato, dirti cosa ha significato per me studiare le linee della cattedrale di Chartres e Alvar Aalto; ridisegnare a quarantanove anni la mia casa di Santa Monica, facendo buchi nei muri per cercare la mia regola fondamentale: la rifrazione della luce sugli edifici”.

Il documentario è accompagnato dal volume “Frank Gehry. Architettura, testimonianze” di Monica Buzzone con l’introduzione di Nicola Brughieri e un’intervista a Germano Celant.

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Visual Acoustics: The Modernism of Julius Shulman (2009)

Regia: Eric Bricker

Il film celebra la vita e la carriera di Julius Shulman, tra i più grandi fotografi di architettura, le cui immagini hanno creato l’iconografia del modernismo della California meridionale, portando le sue strutture iconiche all’attenzione del grande pubblico. Dal 1930, Shulman ha raccontato il lavoro dei più grandi architetti moderni e sperimentali, come Frank Lloyd Wright, Richard Neutra, John Lautner e Frank Gehry.

 


 

Saving Banksy (2017)

Executive Produced: by Brian Grief and Kevin Zinger

Tacheles, Berlino, foto Valeria Corbetta

Saving Banksy. Per gli amanti della street art, l’arte pubblica per eccellenza. Il documentario racconta la storia di Brian Grief, artista e curatore, e dei suoi sforzi per preservare una delle opere del misterioso artista inglese, salvandola sia dalla distruzione che dall’assalto del collezionismo privato.
Mentre si moltiplicano mostre e aste che portano l’arte di strada nei musei, nelle gallerie e nei salotti dei collezionisti, il film porta alla luce il dibattito sulla vendita e la conservazione della street art, per interrogarsi sugli aspetti etici.

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https://www.youtube.com/watch?v=YNVaVfF4M30

 


I tre architetti (2018)

Frank Lloyd Wright, Ludwig Mies Van der Rohe e Gio Ponti: tre architetti, tre concezioni, tre visioni dell’architettura, raccontati in tre documentari. Un dizionario delle parole da salvare e da interpretare per una nuova visione dell’architettura contemporanea.

Museo Guggenheim, New York, Foto Giuseppe Corbetta

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Neue Nationalgalerie, Berlino, Foto Valeria Corbetta

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Chiesa di San Francesco, Milano, foto Stefano De Crescenzo

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Zaha Hadid – Forme di Architettura Contemporanea (2017)

Padiglione mobile di Zaha Hadid, Istituto del Mondo Arabo, Parigi, Foto Valeria Corbetta

Una riflessione sulla straordinaria carriera e sul successo a livello mondiale di Zaha Hadid, uno degli architetti più ambiziosi e visionari del nostro tempo.

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Rodin – Divino Inferno (2017)

Regia: Bruno Aveillan

Il Pensatore, Parigi, Photo by Valentin B. Kremer on Unsplash

Auguste Rodin ha in mente solo una cosa, il capolavoro della sua vita, una scultura colossale popolata da dannati, donne che aveva amato e una moltitudine di segreti: La porta dell’Inferno, da cui sembra svilupparsi gran parte della sua opera.

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100 anni di Bauhaus. Bauhaus Spirit (2018)

Regia: Niels Bolbrinker, Thomas Tielsch

Dettaglio sede Bauhaus, Dessau, Photo by Ross Sokolovski on Unsplash

100 anni fa nasceva un’utopia artistica radicale: il Bauhaus, una delle scuole architettoniche più influenti del nostro secolo che continua ad essere un modello di stile del nostro tempo.

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Umberto Boccioni – L’ansia del nuovo (2017)

Dettaglio, Tre donne, Gallerie d’Italia, Milano, Foto Valeria Corbetta

La vita e la vicenda artistica del maestro del Futurismo, raccontate da storici ed esperti in un viaggio fra le sale del Palazzo Reale di Milano, con riprese ad alta risoluzione di dettagli di dipinti e sculture esposti nell’estate 2016, in occasione del centenario della scomparsa del pittore.

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Italia viaggio nella bellezza

Abitare in epoca industriale: i villaggi operai nell’Italia settentrionale

Photo by Stefano Bazzoli on Unsplash

Insediamenti urbani dalle caratteristiche ben definite, i villaggi operai sorgono per raccordare la vita civile dei lavoratori e delle loro famiglie alle esigenze produttive. Attorno alle fabbriche si trovano dunque elementi quali la scuola, il teatro, le case operaie, la chiesa e quant’altro ancora possa facilitare la vita della forza lavoro al fine di incentivarne l’operosità.

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La bellezza addormentata: alla scoperta dei depositi museali

Nell’immaginario comune i depositi dei musei sono considerati magazzini dimenticati e polverosi dove si nascondono opere che vengono negate alla pubblica fruizione. In questa puntata verrà sfatato questo luogo comune con un affascinante viaggio nei depositi di quattro grandi musei italiani: il Museo delle Civiltà di Roma, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico di Adria e la Pinacoteca di Brera.

I depositi sono in realtà il vero cuore di ogni museo, luoghi fondamentali per la conservazione, lo studio e la salvaguardia del patrimonio. Perché non tutto si può esporre e non tutto si deve esporre. Come avviene in ogni grande istituzione museale europea e mondiale ciò che esposto al pubblico è solo la punta dell’iceberg: la grande mole del patrimonio si trova nei depositi, luoghi da riscoprire, conoscere e valorizzare.

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L’eredità di un genio. Picasso, una vita (2013)

Regia: Hugues Nancy

Foto Valeria Corbetta

Grazie alle testimonianze esclusive e inedite dell’entourage familiare e artistico di Picasso, scopriamo gli aspetti più intimi della sua tumultuosa e prolifica vita. Questa è la storia dell’eredità che ci ha lasciato Pablo Picasso, un uomo tra gli uomini, un genio tra i più grandi artisti della storia dell’umanità.

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