Collezione Giuseppe Iannacone

La collezione Giuseppe Iannacone presentata in Triennale di Milano è un racconto lucido dei fermenti e delle contraddizioni dell’arte italiana del Novecento. Presenta autori che vivevano e operavano in un periodo complesso, pervaso dalla voglia della ricostruzione e dallo spettro della guerra.

Rappresenta la testimonianza di un gruppo di artisti, a volte disprezzati dal gusto dominante, che insegnavano a guardare la realtà con occhi nuovi, intrigati dall’aspetto individuale e umano, affascinati dalla poesia del quotidiano e dal colore, con una spinta all’”anticlassico”.

Collezione Iannaccone, mostra Triennale Milano

Collezione Iannaccone, mostra Triennale Milano

Così il collezionista racconta i “suoi” artisti:

Così di Renato Birolli, so cosa provava al suo arrivo a Milano dal Veneto. Aveva un desiderio pazzo di divorare affettuosamente la città, una città che sapeva non avrebbe potuto che regalargli immense gioie. […] Milano ti accoglie a braccia aperte, ti incoraggia, Milano è un sogno da vivere a occhi aperti, e fu così anche per il giovane Birolli, per lui Milano era una fiaba meravigliosa che gli avrebbe donato la gioia di fare l’artista, la libertà nell’arte e nella pittura. […] Questa è la magia dell’arte il prodigio dei veri artisti: la capacità di vedere le cose come noi comuni mortali non le sapremmo rappresentare.

La mostra presenta la poesia del quotidiano di Ottone Rosai e Filippo De Pisis, affronta l’espressionismo della “Scuola di via Cavour” composta da Mario Mafai, Scipione e Antonietta Raphaël. Si addentra nella forza del reale di Fausto Pirandello, Renato Guttuso e Alberto Ziveri, fino a giungere alle correnti tonaliste degli artisti del gruppo dei “Sei di Torino” (Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi e Francesco Menzio).

Collezione Iannaccone, mostra Triennale Milano

Passa dal “Chiarismo lombardo” di Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi e Umberto Lilloni per giungere sino alle forze innovatrici dirompenti dei grandi pittori e scultori di “Corrente”: Ernesto Treccani, Renato Birolli, Aligi Sassu, Arnaldo Badodi, Luigi Broggini, Giuseppe Migneco, Italo Valenti, Bruno Cassinari ed Ennio Morlotti.

A chiudere l’esposizione è l’opera di un Emilio Vedova poco più che ventenne, esposto all’ultimo premio Bergamo, una ventata rivoluzionaria apprezzata dai giovani del gruppo Corrente: “Il Caffeuccio veneziano” che esprimeva nelle pennellate un fervore che sarebbe presto sfociato nella partecipazione alla Resistenza, come a segnare il punto di non ritorno, anche per l’arte, si doveva ricostruire una pittura nuova “moderna” ed era necessario farlo negando lo stile in voga nei vent’anni precedenti.


SCADE IL 19 MAR 17
Collezione Giuseppe Iannacone.
Italia 1920 – 1945. Una nuova figurazione e il racconto del sé
La Triennale di Milano
viale Alemagna, 12
martedì – domenica: 10.30/20.30
Ingresso gratuito