Collegio di Milano, Marco Zanuso

Il raffinato edificio in mattoni oggi noto con il nome di “Collegio di Milano” – attualmente adibito a residenza per studenti universitari – nasce negli anni Settanta come centro per l’assistenza ai Paesi africani, alle porte del quartiere Sant’Ambrogio (zona Barona/M2 Famagosta) nella periferia Sud di Milano, inserito in un parco di oltre 20.000 mq.

Il complesso è costituito da un volume a doppia altezza, in cui sono ubicati i servizi comuni quali hall, portineria e auditorium, e da cui si dipartono due corpi di fabbrica articolati su tre livelli digradanti in cui vengono disposte le camere per i residenti.

Distribuite da lunghi corridoi, le stanze sono organizzate in gruppi di due unità – eventualmente aggregabili a formare ambienti di dimensioni maggiori – e sono affacciate su terrazzini privati chiusi da parapetti in mattoni pieni sabbiati, la cui scansione determina l’articolato sviluppo delle facciate interne.

Collegio di Milano, Marco Zanuso, foto di Stefano De Crescenzo, yourownguide.com

Le aperture, porte-finestra in legno bianco disposte trasversalmente alle pareti, scavano il solido erodendone gli spigoli e aumentando l’effetto plastico dell’intero progetto.

Il sistema distributivo della pianta costituita da tre elementi disposti a formare una planimetri a forcella, come anche l’orientamento delle stanze e la relativa soluzione di facciata suggeriscono tra i possibili riferimenti progettuali il St. Andrews Dormitory di James Stirling.

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Marco Zanuso. Fin dagli anni della formazione coniuga un’intensa attività professionale negli ambiti dell’architettura e del design, condotta a stretto contatto con i settori più innovativi dell’industria italiana, con un’attiva partecipazione al dibattito architettonico del dopoguerra come membro del CIAM, del Movimento di Studi dell’Architettura, dell’ADI e dell’INU.

Nella sua veste prima di capo-redattore della rivista “Domus” (1946-1948) poi di redattore di “Casabella-Continuità” (1953-1956), partecipa al dibattito architettonico di quegli anni introducendo temi dei quali sarà uno dei più brillanti interpreti nel corso degli anni successivi: dall’urgenza della ricostruzione alle potenzialità della prefabbricazione edilizia, dalla conoscenza dei processi produttivi industriali al rapporto tra architettura e design, dalla sperimentazione sui nuovi materiali alla collaborazione dell’architettura con le arti, dal ruolo dell’architetto nella società industriale alla “progettazione integrata”.

Ai moltissimi progetti di design diventati icone del Novecento – dai mobili Arflex e Gavina, agli apparecchi radiotelevisivi Brionvega, alle macchine per cucire Borletti – affianca un’intensa e originale attività di architetto, condotta sempre con intransigenza, in quanto guidata dal suo «peculiare umanesimo». Vittorio Gregotti l’ha definito «uomo dall’impegno notevole». Lo stesso impegno che dedica all’insegnamento all’interno del Politecnico di Milano e che contribuirà in modo determinante alla nascita della Facoltà del Design.

Approfondimenti


 

Collegio di Milano
MARCO ZANUSO 1972
V. San Vigilio 10
M2 Famagosta
Sab: 10.00/19.30

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