Clet a Milano

Anacleto Abraham – Clet in arte – è stato conseganto alla celebrità grazie ai suoi irriverenti interventi sui cartelli stradali. Partendo dalla convinzione che l’arte debba essere pubblica, libera dal controllo e dal giudizio di critici e gallerie, Clet si appropria dell’arredo urbano modificandolo a suo piacimento e piegandolo ai suoi fini comunicativi.

Street artist sui generis, ne rifiuta le consuete metodologie e supporti (muri, manto stradale, vernice spray, stancil e poster) inventando un linguaggio innovativo ed individuale che gli permette di intervenire sull’arredo urbano senza danneggiarlo in modo irreversibile. La sue opere sono sparse per le strade di tutte le città del mondo tra cui anche Milano.

Piazza affari Clet, Piazza Affari (foto Alessia Ballabio)

La scelta di intervenire sui cartelli stradali prende avvio dalla constatazione che le nostre città sono talmente piene di questi “colonnelli dei movimenti” – come l’artista stesso li definisce – al punto che la loro presenza e il loro significato rischiano di essere dati per scontati, con il rischio di passare inosservati ai più. Clet, partendo dalla configurazione primaria del segnale, lo arricchisce applicandovi dei semplici stickers che vanno a modificarne il significato, completandolo o modificandolo ironicamente, in modo tale da renedere i cartelli stardali meno banali e, di conseguenza, più notabili. L’obiettivo che si porpone di raggiungere non è oscurare il loro significato, ma esaltarlo per aprire così la strada alla costruzione di un pensiero nuovo ed inviduale, mettendo in discussione l’ordinaria lettura imposta dall’autorità.

Clet, Piazza Meda (foto Miriam Sironi)

Clet, Piazza Meda, Milano. Clet, Piazza Meda (foto Miriam Sironi)

Clet arriva in Italia negli anni Novanta, soggiornando prima Roma, poi a Pistia e, dal 2005, a Firenze dove attualmente vive e lavora. Da sempre convinto che l’arte debba essere un mezzo per comunicare dei valori ed esaltare l’importanza del pensiero autonomo, i suoi interventi si caratterizzano per la libertà e l’indipendenza di cui si fanno portatori. Formatosi presso la Scuola di Belle Arti di Rennes, non ottiene il diploma perchè si rifiuta di fornire una spiegazione del proprio elaborato finale, in quanto “l’arte non ha bisogno di critici o giudici”. Fermamente convinto che ognuno deve cercare di riflettere con la propria mente, rimettendo in questione sè stesso e tutti i valori acquisiti, si batte per creare un arte che sia in gardo di entrare in contatto diretto con la gente, coinvolgendola sia da un punto di vista visivo che emotivo. I suo cartelli stradali si trovano in tutte le più importanti città Italiane ed Europee; si ricordano tra le altre Parigi, Londra, Firenze, Torino e Bologna.

Clet, Via Montenapoleone, Milano. Clet, Via Montenapoleone (foto Miriam Sironi)

Clet, Via Colonne, Milano. Clet, Via Colonne (foto Miriam Sironi)

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