Chianti sculpture park

Il Chianti sculpture park nasce nei primi anni del 2000 per volere di Piero e Rosalba Giadrossi, appassionati e collezionisti di arte.
Inaugurato nel maggio del 2004 il parco ospita ad oggi 26 installazioni site specific dissemintate lungo un circuito circolare di circa 1 chilometro.

Tra i numerosi progetti di arte contemporanea su cui la Toscana sta puntando negli ultimi anni, il Chianti sculpture park è sicuramente uno dei più riusciti. La scelta di reallizzare un parco di sculture open air proprio in questa zona dipende dal fatto che l’area su cui sorge era già completamente definita e recintata; usata dapprima come allevamento di cinghiali, la famiglia Giadrossi, decide di sfruttare il bosco di querce e di convertirlo a parco di arte contemporanea. La recinzione d’entrata viene rifatta con un sussegursi di foglie di tiglio e, una volta tracciato il sentiero, vengono chiamati una ventina di artisti interazionali a quali si da la possibilità di scegliere una parte di bosco in cui installare la propria creazione.

Kim Hae Won, Island (Foto di Miriam Sironi)

Ichwan Noor, Picnic pensatore (Foto di Miriam Sironi)

Fede e Illusione (Foto di Miriam Sironi)

La genesi delle opere è quindi strettamente e volutamente legata al luogo stesso in cui sorgono; gran parte (se non tutte) le installazioni acquistano senso solo se guardate e fruite relazionandosi con l’ambiente circostante.
Se avete intenzione di inoltrarvi nel Chianti sculpture park, vi consigliamo di scaricare anticipatamente la app interativa – realizzata dall’ente che ha in gestione il parco, dispobile sia per Iphone che per Android – che vi guiderà passo a passo durante la vostra visita. Se non trovate nessuno in reception, lungo la strada principale dirimpetto alla salita al parco,  trovare un’altra via che vi conduce alla galleria Giadrossi: suonate e troverete sicuramente qualcuno che vi accompagnerà al parco.

Johannes Pfeiffer, Il ponte (Foto di Miriam Sironi)

Kemal Tufan, The keel (Foto di Miriam Sironi)

Jeff Saward, Labirinto (Foto di Miriam Sironi)

Federica Marangoni, Arcobaleno spezzato (Foto di Miriam Sironi)

Poco distante dal Parco di scultre del Chianti, c’è il borgo di Pievasciata: un intero borgo convertito a museo a cielo aperto. Denominato non a caso Borgo d’Arte Contemporanea, le vie di Pievasciata ospitano da anni installazioni di arte contemporarnea in modo permanete. Il progetto punta a valorizzare il territorio del Chianti non solo per le sue bellezze paesaggistiche ed enogastronomiche, ma anche artistico culturali.

Yu Zhaoyang, Struzzi urbani, (Foto di Miriam Sironi)


Chianti sculpture park
https://www.chiantisculpturepark.it/
Aperto tutto l’anno,
Ingresso adulti: 10 Euro

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