Camuzzago: chiesa di Santa Maria Maddalena

Il borgo di Camuzzago è una delle tante piccole realtà brianzole che, purtroppo, non sono ancora valorizzate come meriterebbero e che possono essere visitate solo in occasione di particolari manifestazioni culturali, come ad esempio Ville Aperte. Riportato a vita da una recente operazione di restauro, conserva all’interno della chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena un ciclo di affreschi realizzati da Bernardino Butinone, uno dei maggiori esponenti del rinascimento lombardo.

La nascita del borgo, una zona franca completamente circondata da boschi e campi al confine di Bellusco (di cui oggi fa parte) e Ornago, è attestata a partire dagli inizi dell’XI secolo. Inizialmente c’erano solo la Chiesa di Santa Maria Maddalena e il monastero, costruiti dai Benedettini dell’ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro per dare rifugio ai romei, i pellegrini in viaggio verso Roma.

Vista dell’abside della chiesa (foto Miriam Sironi)

Anche oggi la piccola chiesa mantiene la sua originaria struttura in stile Romanico, seppur ben si notano le trasformazioni accorse nel corso dei secoli, atte ad assecondare le esigenze del borgo. A partire dal 1478, infatti, i benedettini perdono la gestione del bene e, da semplice luogo di culto, Camuzzago diventa una vera e propria grangia: una tenuta agricola destinata ad ingrandirsi sempre più.
Il monastero cessa di esistere e alla chiesa viene affiancata una cascina; ben presto il borgo diventa la maggior azienda agricola e la maggior fonte di reddito della zona.

Bernardino Butinone, Le storie di Santa Maria Maddalena (foto Miriam Sironi)

Quello che oggi rimane del vecchio borgo, le cui strutture abitative sono state recuperate con lavori di reintegro e restuaro avviati nel 2010, è l’anticha chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena.
Al suo interno, un ciclo d’affreschi realizzato da Bernardino Butinone, si sviluppa lungo le pareti dell’abside raccontando storie della vita della santa. Notevoli sono gli sforzi del maestro di far entrare nel linguaggio figurativo lombardo – ancora legato a dettami tardogotici – le grandi scoperte rinascimentali già solidamente diffuse in ambito toscano, così come dimostrano alcuni dettagli: si veda ad esempio il cestino delle offerte rappresentato in bilico sopra una finta cornice architettonica.

Bernardino Butinone, Le storie di Santa Maria Maddalena, dettaglio (foto Miriam Sironi)

Bernardino Butinone, Le storie di Santa Maria Maddalena, dettaglio (foto Miriam Sironi)

Bernardino Butinone,
Storie di Santa Maria Maddalena, 1478
Camuzzago

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