Biennale di Riga 2018

RIBOCA1: Everything was forever, until it was no more

Il titolo della prima Biennale di Riga cita l’omonimo libro di Alexei Yurchak, professore di antropologia all’Università di Berkeley, California, nato e cresciuto a San Pietroburgo, la sua ricerca riguarda la storia sovietica e le trasformazioni post-sovietiche in Russia che hanno avuto un forte impatto sulla storia e sullo sviluppo della Lettonia.

Foto di Valeria Corbetta e Stefano De Crescenzo

Katrina Neiburga, Pickled Long Cucumbers, ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, Biennale di Riga 2018

Si anticipa così l’intenzione della biennale di radicarsi nel territorio, obiettivo perseguito a partire dalla scelta dei 104 artisti presenti: in gran parte nati o residenti nei Paesi baltici, e dalla scelta delle otto sedi che ospitano la rassegna, tutte luoghi densi di storia e importanti per la comunità.

Nikos Navridis, All of old. Nothing else ever…, ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, Biennale di Riga 2018

Le otto sedi

RIBOCA1 si sviluppa in un percorso fisico e concettuale: ogni spazio affronta, attraverso un diverso punto di vista, il concetto di cambiamento, indagando lo sviluppo dell’essere umano nei vari campi culturali e scientifici.

“Il cambiamento è un processo costante e impercettibile. Opera in strani modi. Fino a poco tempo fa – al netto di quei rari e radicali momenti di trasformazione personale, sociale o politica – il cambiamento è sembrato insinuarsi lentamente in noi. In anni recenti, e in particolare dall’avvento della rivoluzione tecnologica, sembra che anche l’eracliteo flusso costante di cose sia diventato un torrente. La prima Biennale di Riga riflette sul fenomeno del cambiamento – come è anticipato, esperito, compreso, assimilato e affrontato in quest’epoca di transizioni accelerate e di crescente accelerazione delle nostre vite”. Katerina Gregos

La curatrice Katerina Gregos (ex direttrice artistica della fiera Art Brussels, curatrice del padiglione belga alla 56. Biennale di Venezia e di quello danese all’edizione 54, curatrice della quinta Biennale di Salonicco) propone un percorso a partire dall’ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia con il suo parco ricco di installazioni, per passare poi dalla Residenza del primo novecento di Kristaps Morbergs, uno dei più famosi mecenati lettoni dell’inizio del XX secolo.

Sissel Tolaas, beyond SE(A)nse, ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, Biennale di Riga 2018

Vi consigliamo questa biennale proprio perché ci ha permesso di scoprire una Riga non convenzionale, fuori dai soliti circuiti, che fornisce un’originale visione tra storia industriale e modernità.

Continuando il percorso si procede verso l’ex porto commerciale di Riga, Andrejsala, ora convertito a quartiere culturale dove stanno nascendo interessanti spazi per l’arte e studi d’artista, per poi procedere fino alla ex fabbrica di tessuti Bolshevichka oggi abbandonata, viene pian piano inglobata dal parco circostante.

Il percorso continua con la sede nella piazza Sporta2 è una ex fabbrica di dolci Leima che ora ospita il centro per l’arte contemporanea kim. Da non perdere infine il Zuzeum Cultural Centre, una ex fabbrica di sughero trasformata in un centro d’arte contemporanea e la Dubulti Art Station, la prima stazione attiva in Europa, dove vengono esposte opere d’arte.

La selezione by YOG

Ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

Biennale di Riga 2018, sede ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

Nelle stanze che ancora conservano i mobili, gli oggetti e, soprattutto, l’essenza di un luogo di conoscenza e di studio, si inseriscono le opere degli artisti che riflettono sull’evoluzione biologica dell’uomo e sugli avanzamenti tecnologici. Molti dei lavori esposti dialogano con gli oggetti e gli ambienti dell’ex facoltà, fra questi l’opera di Erik Kessels, The Human Zoo, un’installazione site specific che si intreccia con la collezione del Museo dell’Università della Lettonia, composta di scheletri, insetti e uccelli imbalsamati.

Erik Kessels, The Human Zoo, ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, Biennale di Riga 2018

L’intervento dell’artista crea un parallelismo visivo fra gli esemplari esposti e fotografie di esseri umani colti in atteggiamenti quotidiani, ritratti di gesti che, posti dietro le vetrine della raccolta, assumono una diversa connotazione, un’opera ironica e giocosa che induce il visitatore a osservare con nuovi occhi i suoi simili e i comportamenti umani, adottando la stessa curiosità scientifica con cui si guarda alla collezione della facoltà.

Un’opera molto rappresentativa per questa Biennale dei sensi è quella di Sissel Tolaas, beyond SE(A)nse, che ha raccolto e presentato nelle provette dei laboratori storici all’ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, gli odori della spiaggia di Jurmala, con il supporto dell’IFF (international Flavours and Fragrances Inc).

Sissel Tolaas, beyond SE(A)nse, ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, Biennale di Riga 2018

Interessante il lavoro della giovanissima artista lituana Emiljia Škarnulytė, che presenta a Riga il suo lavoro Mirror Matter, un’installazione video basata sulla ricerca scientifica sui neutrini portata avanti al Super-Kamiokande in Giappone e al CERN, in Svizzera. Škarnulytė esplora le incredibili e maestose architetture e i processi attraverso i quali vengono studiati i neutrini, i suoi video spingono l’osservatore oltre la labile linea di confine fra presente e futuro, costruendo una sorta di archeologia post-umana.

Emilija Škarnulytė, Mirror Matter, Single-channel video, colour, sound, 12’, Soundtrack: Jokūbas Čižikas, Biennale di Riga 2018, sede ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

Biennale di Riga 2018, sede ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

Micheal Sailstorfer, Antiherbst, ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, Biennale di Riga 2018

Lost Territotires Archive (LTA 9), Biennale di Riga 2018, sede ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia, www.sputnikphotos.com

Biennale di Riga 2018, sede ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

Il parco

Nel parco che circonda l’edificio della ex Facoltà di Biologia troviamo un lavoro che coglie un’altra sfumatura del cambiamento: Open for Business, di Michael Landy, è un lavoro ironico e tagliente sulla situazione socio-politica che il Regno Unito si trova ad affrontare dopo la tanto discussa Brexit. Michael Landy occupa un chiosco dell’epoca sovietica preesistente in loco, e lo trasforma in un’attività commerciale annessa al Regno Unito dove si possono acquistare tipici prodotti inglesi.

Open for Business rappresenta un’apertura all’Europa, una via per cercare nuovi partner economici, in vista del fumoso futuro dei rapporti commerciali del Regno Unito dopo la sua uscita dall’Unione Europea. L’opera, in cui ci si imbatte nell’uscire dalla ex Facoltà di Biologia, introduce il fulcro tematico della seconda sede della biennale, la residenza di Kristaps Morbergs, uno dei più famosi mecenati lettoni dell’inizio del XX secolo.

Michael Landy, Open for Business, Biennale di Riga 2018, parco dell’ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

James Beckett, Palace Ruin, Biennale di Riga 2018, parco dell’ex Facoltà di Biologia dell’Università della Lettonia

Residenza di Kristaps Morbergs

L’appartamento di Kristaps Morbergs (1844-1928), uno dei più importanti mecenati lettoni del primo Novecento, offre una vista diretta su Freedom Square, una delle zone più iconiche e storicamente significative di Riga. Qui si affronta il cambiamento storico e politico, fra stanze di un fascino decadente.

Questo capitolo si concentra su cambiamenti storici e politici, sui periodi di trasformazione radicale e riorganizzazione sociale, esplorando come questi vengono reinterpretati e riflessi nel presente, le opere in questa sede mostrano come il cambiamento è registrato e vissuto sia collettivamente che in termini di spazio fisico.

Sputnik Photos, Lost Territories Archive, Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018, sputnikphotos.com

Sputnik Photos, Lost Territories Archive, Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018, sputnikphotos.com Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018

Eve Kiiler, Fenced Garden City: Tallin, Biennale di Riga 2018, sede Residenza di Kristaps Morbergs

Dettaglio delle vetrate della Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018

Marina Pinsky, Second-Hend Time, Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018

Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018

Sputnik Photos, Lost Territories Archive, Residenza di Kristaps Morbergs, Biennale di Riga 2018, sputnikphotos.com

Zuzeum Cultural Centre

Il Zuzeum Cultural Centre diventerà presto un centro permanente d’arte contemporanea, voluto dalla famiglia Zuzān, mecenati e collezionisti di spicco della Lettonia. Lo spazio sarà riprogettato dall’architetto lettone Zaiga Gaile, per svolgere la sua nuova funzione.

L’edificio in mattoni gialli, ospitava una fabbrica di sughero risalente al 1910, progettato da Edmund von Trompovskis, si tratta di un esempio caratteristico dell’architettura industriale dell’epoca, in un territorio protetto dall’UNESCO.

Zuzeum Cultural Centre, Biennale di Riga 2018

Maryam Jafri, Wellness-Postindustrial Complex, Zuzeum Cultural Centre, Biennale di Riga 2018

Anche se l’avvento della tecnologia offre grandi opportunità, ha anche creato un senso collettivo di malessere, alimentato anche da sovraccarico di informazioni, overdrive dei social media e la costante sensazione che non ci sia abbastanza tempo. Le opere di questo capitolo esaminano come questi cambiamenti influenzano l’individuo a un livello più personale ed esistenziale e su quali strategie di resistenza o modi alternativi di essere sono possibili.

Hans Rosenström, Mikado, 2009/18 (detail), Sound installation for a single viewer 4′ 30”, Zuzeum Cultural Centre, Biennale di Riga 2018

Un senso che viene sicuramente analizzato in questa biennale baltica è quello dell’udito, in particolare pesiamo all’installazione di Hans Rosenström, Mikado, 2009/18 in cui il visitatore è “costretto” a prendersi 5 minuti per se stesso, o meglio a perdersi letteralmente in se stesso davanti a uno specchio, guidato nel buio dalle parole di una presenza sfuggente nell’oscurità. Consigliatissima!

Considerando lo spirito del tempo, potrebbe valere la pena di soffermarsi sul commento di Ludwig Wittgenstein che, “un uomo verrà imprigionato in una stanza con una porta che è aperta e si apre verso l’interno; finché non gli viene in mente di tirare piuttosto che spingere.”

Karel Kompliments, Case No 14. The Storm on the Baltic Sea, Zuzeum Cultural Centre, Biennale di Riga 2018

Sven Johne, Anomalies of the early 21st century / some case studies, Zuzeum Cultural Centre, Biennale di Riga 2018

Ariane Loze, Impotence, Zuzeum Cultural Centre, Biennale di Riga 2018

Dubulti Art Station

Art Station Dubulti è l’unico spazio di arte contemporanea in Europa utilizzata anche come stazione ferroviaria perfettamente funzionante. Si trova nella località balneare di Jurmala, sul Mar Baltico, a soli 15 km da Riga. Progettato da Igor Javein, l’architetto di oltre cento stazioni ferroviarie intorno all’USSR, e costruito nel 1977, la stazione ferroviaria di Dubulti è un chiaro esempio di architettura modernista sovietica.

Art Station Dubulti ospita l’ultimo capitolo della Biennale, il Sensorium: un laboratorio per la decelerazione del tempo e una nuova politica dei sensi. La mostra (a cura di Solvej Helweg Ovesen) offre diverse esplorazioni di olfatto, gusto, suono e sensazioni tattili che sono trascurate a favore della vista – e sostiene una decelerazione della percezione e della riconnessione con l’esperienza incorporata.

Il saggista Pico Iyer ha scritto: “In un’epoca di accelerazione, nulla può essere più esaltante che andare piano. E in un’epoca di distrazione, nulla è così lussuoso come prestare attenzione. E in un’epoca di costante movimento, nulla è così urgente come stare fermi.”

Dubulti Art Station, Biennale di Riga 2018

Tilman Wendland, The Sensorium: A Laboratory for the Deceleration of the Body and for a new Politics of the Senses, Dubulti Art Station, Biennale di Riga 2018

Gli indirizzi delle otto sedi

A – The Former Faculty of Biology of the University of Latvia, Kronvalda bulvāris 4, Rīga
B – Residence of Kristaps Morbergs, Meierovica bulvaris 12, Rīga
C – Andrejsala, Andrejostas iela 29, Rīga
D – The Former Bolshevichka Textile Factory, Ganibu dambis 30, Rīga
E – Sporta2 square, Hanzas iela 10, Riga
F – Art center Zuzeum, Lāčplēša iela 101, Rīga
G – Kaņepes Kultūras Centrs, Skolas iela 15, Рига
H – Art Station Dubulti, Zigfrida Meierovica prospekts 3, Jūrmala

Dubulti Art Station, Biennale di Riga 2018


Dal 2 giugno al 28 ottobre 2018
The Riga International Biennial of Contemporary Art
(Sedi varie)
www.rigabiennial.com

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