Gli altorilievi della Basilica di Sant’Ambrogio

I capitelli della Basilica di Sant’Ambrogio racchiudono iconografie complesse e significati non ancora completamente svelati ai visitatori, agli storici e ai fedeli.

Cervo e Bue: L’anima che anela a Dio

Altorilievo raffigurante il cervo e il bue come l’anima che anela a Dio, Basilica di Sant’Ambrogio, foto di Valeria Corbetta

Ad accogliere i visitatori e i fedeli sono l’altorilievo di un bue e di un cervo, il bue è un animale da sempre positivo nell’iconografia cristiana: rappresenta il simbolo del sacrificio, del Nuovo Testamento e attributo della pazienza. Il cervo, che lo sovrasta, è l’anima che anela a Dio, immagine del bene e della prudenza; nei bestiari medievali – riprendendo Plinio – si dice che l’animale stanasse i serpenti per ucciderli, un comportamento associato e assimilabile a quello di Gesù col diavolo. Quest’iconografia allude quindi al trionfo del bene sul male. Gli intrecci arborei e vegetali in prossimità del portale s’infittiscono assumendo un significato positivo e salvifico per il fedele che avvicinandosi progressivamente alla zona più sacra della basilica si purifica. Le decorazioni vegetali sono un simbolo importante nella liturgia dai molteplici significati: l’albero della conoscenza del bene e del male, il regno di Dio e infine il simbolo della Chiesa stessa.

Leone e Serpente: La lotta del bene contro il male

Altorilievo raffigurante il leone e il serpente a rappresentare la lotta del bene e del male, Basilica di Sant’Ambrogio, foto di Valeria Corbetta

Al si sopra del portale di destra si scorge una lastra di pietra (copia dell’originale) rappresentante un leone e un serpente che lottano. Il primo può avere una duplice interpretazione a seconda del contesto in cui è inserito: simbolo del Cristo o del diavolo in funzione della posizione della coda. Il leone come animale positivo nasce nei bestiari medievali, dove si pensava che la leonessa desse alla luce cuccioli morti che venivano riportati in vita il terzo giorno dal leone maschio. Tale credenza, associata alla Resurrezione, ne fece il simbolo del Cristo, ministro divino che giudica i fedeli intimoriti.

Il serpente (o il drago alato, dal latino draco) anch’essa figura ambigua – simbolo della terra e di fertilità, di sapienza e medicina – è in questo caso rappresentazione del male e del peccato, poiché in lotta con il leone.

Centauro e Lepre: La musica come tentazione e i fedeli timorosi

Altorilievo raffigurante il centauro a rappresentare la musica come tentazione, Basilica di Sant’Ambrogio, foto Valeria Corbetta

Proseguendo verso la destra dell’atrio, si può incontrare la metafora dell’anima che sceglie al bivio tra salvezza e perdizione, viene raffigura una donna tentata da un centauro che suona il corno, rappresentazione della musica. Sul medesimo capitello l’immagine del fedele è rappresentata da una lepre che scappa, mentre il demonio incarnato da un quadrupede, gli tende un agguato. Sul lato opposto dell’atrio troviamo capitelli dai significati positivi, in contrapposizione ai precedenti. La musica, questa volta in accezione positiva è capace di condurre il fedele a Dio: una figura femminile con le braccia alzate, sembra infatti danzare sulle note di un suonatore di cetra, strumento destinato alla preghiera.

Gli altorilievi della Basilica di Sant’Ambrogio
Basilica di Sant’Ambrogio,  XII secolo
piazza Sant’Ambrogio
Milano

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