Adolf Wildt, La Fontana della vita

Il complesso scultoreo oggi ospitato nei giardini della Galleria di Arte Moderna di Milano è stato realizzato da Adolf Wildt a partire dal 1902. Inizialmente doveva essere una fontana da interno, commissionata da Franz Rose per essere ospitata in un apposito padiglione da erigersi nel parco del suo castello di Doulhau, ma per avverse vicende l’iniziale progetto non venne portato a termine e modificato in corso d’opera.

Adolf Wildt, La fontana della vita (photo Valeria Corbetta)

La scultura appare così concepita: tre figure si riuniscono attorno alla fontana dell’acqua della Vita;  a sinistra è scolpito il Santo dalle movenze rituali e dal corpo consumato e smunto che con le mani giunte attinge alla fonte e con lo sguardo carico d’affetto si volge verso la figura in basso a destra, il Giovane. Quest’ultimo esprime nella sua posa energica e istintiva il bisogno di abbeverarsi, lasciandosi bagnare completamente il volto; il corpo in torsione, dalla possente muscolatura, ben denota la sua giovane età. Nel mentre, sulla destra della composizione, si impone il Saggio, che con il suo volto scavato, incurante di quanto lo circonda, si abbevera lentamente volgendo le spalle alla sorgente.

Adolf Wildt, La fontana della vita – dettaglio (photo Valeria Corbetta)

Presentato con molte aspettative all’Esposizione Universale di Milano del 1906, il gruppo scultoreo non riscosse il successo aspettato: le critiche ricevute e l’insoddisfazione per l’opera indussero Wildt a distruggerla e lo gettarono, secondo il suo racconto, in una crisi che durò tre anni.
Nel 1908 l’artista torna a lavorare sia di giorno che di notte al gruppo fino al 1912, apportando continue modifiche.

“Da due blocchi di marmo da 290 quintali, incominciai a trarre la mia Trilogia. Per la verità vi dirò che nessuno scultore al mondo osò mai affrontare 290 quintali di marmo”

Adolf Wildt, La fontana della vita – dettaglio (photo Valeria Corbetta)

Adolf Wildt, La fontana della vita – dettaglio (photo Valeria Corbetta)

Acquistata per cento cinquantamila marchi dal conte Von Rose, dopo diverse peripezie l’opera viene donata dagli eredi al comune Milano, che stentò non poco a trovarle una collocazione. Smontato e sistemato in cinque casse, il gruppo viene deposto nei sotterranei dell’Arena Civica per tutta  la durata della prima guerra mondiale. Nel 1919 in occasione dell’Esposizione Regionale Lombarda di Arte Decorativa viene addossato alla parete di fondo di uno dei cortili dell’Umanitaria, segnando così l’inizio di un lungo periodo di esposizione all’aperto che ne pregiudica la conservazione. Spostata nel 1926 nel giardino della Villa Reale, oggi sede della Galleria d’Arte Moderna, La fontana della vita viene chiusa negli anni Ottanta con lastre di vetro per evitare ulteriori danni alla superficie marmorea.



Adolf Wildt

La fontana della vita, 1912
GAM – Via Palestro 16
Milano

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