Achille Funi, Cavalcata delle Amazzoni

Negli anni Trenta si assiste ad una vera e propria riscoperta delle arti musive che, dall’affresco al mosaico vengono utilizzate in chiave monumentale, rappresentazioni di immagini classiche, scorci naturalistici e figure simboliche occupano le immense superfici decorate degli edifici.

Questa tendenza trova spazio anche nel programma decorativo per il nuovo palazzo della Triennale di Milano in occasione della V Triennale del 1933, edizione che segna l’affermazione della tendenza al muralismo, sostenuta dal Manifesto della pittura murale di Sironi, sottoscritto da Carrà, Campigli e Funi.

Achille Funi, Cavalcata delle Amazzoni – dettaglio (foto Alessia Ballabio)

Achille Funi, Cavalcata delle Amazzoni – dettaglio (foto Alessia Ballabio)

Nel palazzo Funi rappresenta I giochi atletici italiani che si ispiravano ai soggetti classici ma questo affresco, come gli altri realizzati per l’occasione, viene cancellato al termine dell’esposizione.
Rimane invece il grande mosaico pavimentale, la Cavalcata delle Amazzoni disegnato da Achille Funi per Leonor Fini artista sentimentalmente legata al pittore di origini ferraresi e da costei interpretato e tradotto in un mosaico.

Achille Funi, Cavalcata delle Amazzoni – dettaglio (foto Valeria Corbetta)


Achille Funi
Cavalcata delle Amazzoni, 1933
La Triennale di Milano

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