A Space for Being: Exploring Design’s Impact On Our Biology

Immergendosi nel campo della neuroestetica, Google collabora con Reddymade Architecture, Muuto e Johns Hopkins University per esplorare come il design influisce sulle nostre emozioni e sul nostro benessere.

Il vero grande debutto di Google – dopo una timida presenza lo scorso anno alla Rossana Orlandi con alcune perzonalizzazioni dei dispositivi Google Home e Google Mini – è da registrare in questa edizione del 2019.

L’installazione presentata si articola tra tre stanze allestite con mobili della stessa linea, ma non identiche tra loro. Ogni stanza mostrerà una differenza di colore, profumo, suono e illuminazione. Ai visitatori verranno fornite bande indossabili dotate di sensori che misureranno i dati biometrici come la frequenza cardiaca, la temperatura della pelle, il movimento e la conduttività della pelle. Ogni ospite esplorerà ogni stanza per cinque minuti. Sebbene ogni ospite possa esprimere un proprio o un antipatico per ogni spazio, i dati raccolti dalla fascia indossabile possono aiutare a indicare le loro risposte psicologiche effettive a ogni spazio.

Grazie a un algoritmo sviluppato dall’International Arts + Mind Lab della Johns Hopkins University, ogni ospite riceverà un report visivo che spiega come i loro corpi hanno risposto ad ogni stanza.
La stanza sperimentale di Google potrà fornire dati capaci di aiutare i progettisti a creare spazi migliori? Secondo Ross, l’obiettivo non è quello di raccogliere i dati delle persone, “vogliamo dare alle persone il dono della riflessione”.


Spazio Maiocchi
Via Maiocchi 5/7, Milano
spaziomaiocchi.com

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